29 Agosto 2018

38 anni fa l’addio a Franco Basaglia, fondatore della moderna concezione della salute mentale

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Quando qualcuno è folle ed entra in un manicomio, smette di essere folle per trasformarsi in malato. Diventa razionale in quanto malato.

(biografieonline.itFranco Basaglia, celebre psichiatra e neurologo veneziano, nacque l’11 marzo del 1924. E’ considerato il fondatore della moderna concezione della salute mentale. Di sicuro, la disciplina psichiatrica in Italia subì con lui dei rivoluzionamenti tali da essere ancora influenzata dai suoi studi. A lui si deve la Legge 180, anche detta “Legge Basaglia”, che trasformò il vecchio ordinamento degli ospedali psichiatrici in Italia, promuovendo notevoli passi avanti nel trattamento del malato di mente, nella cura dei suoi disagi, e nel rispetto per la sua persona.

Si dice che i migliori psichiatri (come i migliori psicologi) siano in genere persone affette loro stesse da turbe intellettive e morali, tormentati da traumi infantili o stress nervosi dell’età adulta, come pare sia stato Freud, e molti altri famosissimi luminari del settore. Questo almeno è quel che il pregiudizio popolare o la leggenda metropolitana ci hanno impartito. In ogni caso, per Franco Basaglia non fu così.

Mezzano di tre figli in una famiglia piuttosto agiata, Franco Basaglia si laureò all’età di 25 anni, nel 1949, presso l’Università di Padova, dopo aver frequentato il liceo classico della sua città. Nel 1953 si specializzò in “Malattie nervose e mentali” presso la facoltà della clinica neuropsichiatrica di Padova. Quello fu anche l’anno fortunato del suo matrimonio: sposa Franca Ongaro, madre dei suoi due figli, con cui avrà un legame non solo sentimentale ma anche intellettuale. Infatti sua moglie è coautrice con lui di vari libri sulla psichiatria moderna. Politicamente di tendenza liberale, militò con il partito Sinistra Indipendente, tra i cui membri sedette in Parlamento sempre a partire dal 1953: davvero un anno di svolta nella sua già piuttosto serena vita.

Divenne docente in psichiatria dal 1958, e questa fu l’unica nota, se non dolente, un po’ più marcatamente difficile della sua vita: tra i colleghi non fu universalmente apprezzato, ed anzi le sue tesi innovative che oggi definiremmo dettate da una mentalità “sempre dalla parte del paziente” furono giudicate spudoratamente rivoluzionarie e perfino assurde da molti accademici. Sia politicamente che scientificamente troppo progressista per l’ambito nel quale si muoveva, e soprattutto per il periodo, decise dunque nel 1961 di lasciare l’insegnamento e si trasferì con la famiglia a Gorizia, dove aveva ottenuto la direzione dell’ospedale psichiatrico.

Vero e proprio manicomio vecchio stile, la clinica psichiatrica di Gorizia non gli diede vita facile. Ma la tenacia con cui si dedicò all’ambita trasformazione dei metodi di cura riuscì a portarlo all’eliminazione della pratica dell’elettroshock sui pazienti (terapia elettroconvulsivante). Inoltre promosse un nuovo tipo di approccio tra malato e personale ospedaliero: più vicino, ed anzi più attento allo scambio umano dato dal dialogo e dal sostegno morale, piuttosto che alla mera cura farmacologica e professionale. Dall’esperienza in quel manicomio scaturì l’idea per uno dei suoi più celebri libri: “L’istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico”, edito nel 1967.

Dopo esser stato per alcuni anni direttore anche dell’ospedale di Colorno ed in seguito di quello di Trieste, Basaglia fondò un movimento chiamato Psichiatria Democratica, che prende spunto dalla corrente di pensiero dell'”antipsichiatria”, già diffusa in Gran Bretagna. Infatti il movimento, che diffuse questa tendenza in Italia per la prima volta, nacque nel 1973, mentre nel Regno Unito era dai moti del 1968 che si era fatta strada questa linea interpretativa dal sapore rivoluzionario rispetto a tutta la medicina psichiatrica degli anni precedenti.

Franco Basaglia morì nella sua amata città sull’acqua, Venezia, il 29 agosto del 1980 all’età di 56 anni a causa di un tumore al cervello.

Il suo approccio alla cura della malattia mentale è correttamente definito fenomenologico – esistenziale, in netta contrapposizione a quello positivistico della medicina tradizionale. All’epoca non andavano certo per la maggiore le idee portate avanti da Franco Basaglia e pochi altri precursori del suo tempo, ma proprio per questo oggi lo ricordiamo come uno dei più importanti pionieri della psichiatria moderna.

(Foto © ABC)

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