L’onda lunga dell’elezione di Donald Trump arriva in Europa con i future che crollano di circa il 4%. La Borsa di Mosca, sia con l’indice Micex che con l’Rts, ha girato in positivo con i due principali listini che superano al momento abbondantemente l’1%. Anche il rublo si sta rafforzando nei confronti dell’euro dopo aver aperto in netto calo.

(euronews.com)
Le Borse europee mostrano nervosismo ed aumentano le perdite dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. L’indice Euro Stoxx cede l’1,8% a 2.962 punti. Milano maglia nera nel Vecchio Continente con un calo del 2,2% a 16.439 punti. Bene Mosca che guadagna l’1,4%. Male Parigi che cede l’1,4% e Francoforte -1,3%. In negativo anche Londra che cede lo 0,4%. Vendite nel settore dei beni di prima necessità in calo del 2,8%. Male anche la finanza -2%, l’energia -1,9% e l’industria -1%. A Piazza Affari il listino è appesantito dai titoli finanziari con Mps che cede il 5%. In perdita anche Italgas -4,5%, Snam -3% ed Eni -2,8%. All’elezione di Trump brindano i titoli legati alle costruzioni ed alla difesa. Gli investitori temono che dopo l’appuntamento elettorale vengano riviste le politiche economiche americane. L’oro continua la sua corsa dopo l’esito del voto negli Stati Uniti. Il metallo quota adesso 1.318,47 dollari segnando un rialzo del 3,36%. Il voto negli Usa mette le ali all’euro che in avvio degli scambi in Europa scambia a 1,1215 dollari da 1,1048 della vigilia e 1.1030 registrato dopo la chiusura di Wall Street. Contro lo yen la moneta unica scambia a 114,87.
Lo spread tra Btp e Bund risale a 162 punti base dopo il voto per le presidenziali statunitensi, rivedendo i massimi dal referendum sulla Brexit di giugno. Il rendimento del decennale italiano è all’1,72%. Petrolio in calo sui mercati internazionali mentre Donald Trump si avvia ad entrare alla Casa Bianca. Il barile Wti quota 44 dollari segnando un calo del 2% dopo essere sceso anche del 3,7% durante la nottata elettorale Usa. Il Brent lascia sul terreno poco meno (l’1,87%) a 45,18 dollari. Wall Street crolla. I future sullo S&P 500 perdono il 5%. In forte calo anche il Nasdaq che cede il 5%. A pesare è l’avanzata di Donald Trump secondo le proiezioni dei media americani. E nervosismo si respira anche in Messico di fronte alla possibilità di un Donald Trump presidente degli Stati Uniti.
L’allungo di Trump appesantisce le Borse cinesi, inclusa Hong Kong: nell’ex colonia britannica l’indice Hang Seng cede l’1,7%, a 22.514,70 punti, mentre a Shanghai e Shenzhen, le perdite sono più contenute con gli indici Composite in calo, rispettivamente dello 0,78% (a quota 3.123,20) e dello 0,60% (a 2.067,97). A Tokyo, la Borsa scende vertiginosamente sui segnali di un consolidamento delle preferenze per il candidato repubblicano Donald Trump. A meno di un’ora dalla chiusura, l’indice Nikkei cede oltre il 5,50%, scendendo a quota 16,214.78 con una perdita di 950 punti. Sul fronte valutario lo yen, che è vista come una valuta rifugio, scambia a quota 101 sul dollaro dai 105 di questa mattina.
L‘avanzata di Donald Trump alle presidenziali negli Usa ha frantumato il peso messicano: lo sottolineano i media del paese latinoamericano. “Di fronte ad uno scenario nel quale Trump ha per ora una maggiore possibilità di andare alla Casa Bianca, il cambio del peso con il dollaro ha raggiunto un nuovo massimo storico pari a 20,15”, ha sottolineato il sito web di El Financiero. Si tratta di un crollo “pari all’11% in solo due ore”, ha ricordato il quotidiano. A conferma dell’impatto del voto americano sul paese, il quotidiano Excelsior sta d’altra parte portando avanti un sondaggio sul suo sito web con la domanda sul possibile “impatto, vinca chi vinca, delle elezioni nei rapporti commerciali ed economici del Messico con gli Usa”. Anche la Borsa di Seul corregge la rotta ed è in terreno negativo. (ANSA)
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