Raffaele Cattaneo partecipa al dibattito di Mario Mauro (Popolari per l’Italia) e dice la sua sul voto del referendum: un “no” che vuole evitare una centralizzazione e che sfavorirebbe le singole realtà territoriali, scassando i rapporti tra Stato e Regione, anziché favorirli.

“Bisogna giudicare il contenuto della Riforma Costituzionale. Il mio no è un no perché non ne condivido il contenuto” è questo quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo partecipando a Milano al dibattito organizzato dal senatore Mario Mauro dal titolo ‘Un referendum per l’Italia: le ragioni del No’. “La mistificazione più grave è quella di chi vuole rappresentare il cambiamento come un fatto positivo in sé. Non è così. Il mio invito è a valutare nel merito e a giudicare se il cambiamento che ci viene proposto è davvero un cambiamento che semplifica, che riduce i costi e migliora il funzionamento delle istituzioni”.
Possibile contenzioso tra Stato e Regione. Cattaneo ha sottolineato come nel caso di approvazione della riforma il rischio di contenzioso tra Stato e Regioni aumenta e come non sia il bicameralismo perfetto a bloccare l’attività legislativa: “C’è il disegno di un modello centralista che uccide le autonomie e la sussidiarietà come spiegata dalla dottrina sociale della Chiesa, avallando un governo forte che non valorizza quello che nasce dal basso e dai territori. È una riforma che scassa i rapporti tra lo Stato e le Regioni, che sottrae competenze legislative alle Regioni per riportarle al centro e che rende impossibile la prosecuzione di modelli di efficienza e di qualità come quelli che la Lombardia ha sperimentato in questi anni come nel campo sanità, la formazione professionale e politiche attive per il lavoro. Oggi abbiamo una situazione dove le Regioni migliori come la Lombardia possono offrire ai propri cittadini servizi di eccellenza a costi contenuti, domani la ricentralizzazione non consentirà più di farlo. Attenzione che stiamo rischiando di mettere in discussione servizi essenziali per i cittadini sull’onda di una supposta semplificazione che non si verificherà nei fatti”. ha concluso Cattaneo.
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