Oltre al condivisibile cordoglio umano verso l’artista a tutto tondo e Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo, da Luino arrivano anche delle puntualizzazioni. Le parole di Franco Compagnoni, ex vicesindaco ed attuale capogruppo di minoranza de ‘L’altra Luino’, hanno voluto chiarire alcune circostanze relative allo scrittore del “Mistero Buffo”, quando alcuni anni fa aveva proposto all’amministrazione comunale e agli organizzatori di consegnare il “Premio Chiara alla Carriera” a Dario Fo, senza ricevere riscontri positivi. Così, dopo le parole del sindaco Pellicini, Compagnoni ha raccontato come Luino abbia perso una grande occasione di sfatare il detto sempreverde detto latino “Nemo Propheta in Patria”. Ecco le sue parole.

L’ex vicesindaco di Luino ed attuale capogruppo de “L’altra Luino”, Franco Compagnoni
Addio a Dario Fo, “Un Premio Chiara alla Carriera perso da Luino”. “Accade di dover sottolineare, più o meno con enfasi, eventi che anche sulla stampa non possono non essere evidenziati – racconta il medico luinese e capogruppo de ‘L’altra Luino’, Franco Compagnoni -. La scomparsa di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura, che è stato insignito della cittadinanza onoraria di Luino da diversi anni, è un fatto emblematico, così è. Ma vi è anche un ‘non è’ che credo proprio in questa circostanza vada sottolineato, non per strumentale contrapposizione, oltretutto luttuosa, ma per una constatazione che a Luino e nel luinese, soprattutto nel nostro ambiente culturale, non può che essere spontanea: come fa un Premio Nobel, figlio della nostra terra, a non rientrare nel novero contestuale di un Premio Chiara alla Carriera. Si tratta di un premio ormai legittimamente e giustamente assurto a riconoscimento culturale assoluto, in nome di quel Piero Chiara che cromosomicamente racchiude le caratteristiche ambientali dei nostri luoghi, con tutto il continuo valore aggiunto di coloro che il Premio lo hanno ricevuto e lo riceveranno speriamo lungamente.
Solo per amore ed onore di verità nel ‘non è’ stato un tentativo, invece, vi è anche stato. Ho avuto il privilegio da vicesindaco, anche con delega alla identità culturale, di poter corporizzare il tentativo di una seria nomination per il Premio a Fo, con l’aiuto e la sensibilità di Davide Rota ed Angelo Franco Aschei, in rappresentanza di un sentiment praticamente scontato, che avrebbe tolto dall’imbarazzo di una scelta difficile, almeno per una volta, il Comitato del Premio stesso. Mi limiterò a dire che a tanta scontatezza mi ha fatto da contraltare una per così dire solitudine, di tipo politico-amministrativo non solo in ambito comunale decisionale, ma anche nel contesto dell’organizzazione del Premio, tale da magnificare l’essenza di una figura gigante come quella di Dario Fo, comunque la si pensi. Lo straordinario Giullare della letteratura mondiale e di Mistero Buffo non venendo meno al detto ‘nemo propheta in patria’ ha realizzato anche localmente l’imbarazzo di una sua continua voluta scomodità, che ora in modo cosmetico e stucchevole raggiunge ed afferma anche da noi il suo pieno compimento. Si lo ammetto, un altro mio insuccesso amministrativo, ma questa volta non in ambito ospedaliero, in campo culturale. Dario Fo è e rimarrà il Premio Chiara che non c’è. Il più importante… ovviamente non per Fo stesso, ma per noi, Luino e luinesi”.
La camera ardente è stata allestita nel foyer del Piccolo teatro Strehler oggi dalle 12 a mezzanotte e poi sarà riaperta sabato dalle 8.30 fino a quando la salma sarà portata in piazza Duomo dove si terrà una cerimonia laica. Domani, inoltre, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino. “Un gesto di vicinanza e affetto – precisa il Comune in una nota – da parte dell’amministrazione e di tutta la città”. Il lutto cittadino ci sarà anche a Sangiano, dove l’artista è nato nel 1926. Lo ha reso noto il commissario prefettizio Gaetano Losa, che amministra il Comune. “Il commissario prefettizio di Sangiano, le associazione culturali e la cittadinanza partecipano con grande commozione al dolore dei familiari e del mondo della cultura e del teatro per la scomparsa dell’attore e drammaturgo premio Nobel”.
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