Fayçal Cheffou è stato rilasciato per mancanza di prove. Lo riferiscono i media del Belgio citando la procura locale. Sospettato di essere il terzo uomo dell’attentato all’aeroporto di Zaventem, di martedì scorso, non si sarebbero trovate prove sufficienti a confermare il suo coinvolgimento negli attacchi terroristici. “Gli indizi che avevano portato all’arresto di Cheffou non sono stati sostenuti dalla progressione delle indagini in corso”, hanno fatto sapere dalla procura in un comunicato.
https://www.youtube.com/watch?v=u8nXQwG1wK8
C’è ancora molto da chiarire sulla dinamica degli attentati che hanno insanguinato Bruxelles il 22 marzo. Dopo i numerosi blitz e perquisizioni dell’ultima settimana, le indagini delle autorità belghe sembrano a un punto fermo. Almeno per quanto riguarda la caccia al “terzo” uomo – quello con il cappello – dell’attentato all’aeroporto di Zaventem. La polizia belga ha diffuso un nuovo video per identificare il terrorista che compare nella foto degli attentati dello scalo, che non sarebbe quindi il freelance Faycal Cheffou come precedentemente affermato da alcuni media. Quest’ultimo, anzi, è stato rilasciato poichè non vi erano prove sufficienti per il prolungamento del suo fermo. Nel video – diffuso dagli inquirenti – si vede il soggetto misterioso che indossa un cappello e una giacca bianca, mentre spinge un carrello con un’enorme valigia attraverso la hall delle partenze, accanto ai terroristi che qualche minuto dopo si faranno saltare in aria, i kamikaze Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui, che pero’ nel nuovo filmato sono ombrati. “E’ un nuovo video che non era stato diffuso prima”, ha detto un portavoce della procura. Nei giorni scorsi l’uomo con il cappello era stato identificato dai media come il giornalista freelance Faycal Cheffou.
Intanto sono tre le persone incriminate per il reato di “partecipazione ad attività di un gruppo terroristico” dopo le perquisizioni effettuate domenica in diverse città del Belgio. Lo ha reso noto la procura federale. Nel comunicato si fanno i nomi di tre persone sospette, Yassine A., Mohamed B. e Aboubaker O., evocando un’operazione giudiziaria antiterrorista, ma non si fa cenno agli attentati del 22 marzo a Bruxelles. Le perquisizioni si erano concentrate nella regione di Bruxelles e nella provincia di Anversa, portando al fermo di 9 persone in tutto (sei le hanno rilasciate dopo l’interrogatorio). La procura federale non ha voluto dare altri dettagli per non compromettere l’esito delle indagini.
Le autorità belghe hanno anche fornito un nuovo bilancio delle vittime degli attentati: i morti sono 35. Trentuno persone rimaste uccise nei due siti attaccati e quattro morte negli ospedali. (AGI)
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0