Controlli contro il lavoro nero anche a Luino, Porto Valtravaglia e in diversi Comuni dell’Alto Varesotto e della Valceresio. È quanto emerge dal bilancio delle attività condotte negli ultimi due mesi dalla Guardia di Finanza di Varese, che ha individuato complessivamente 27 lavoratori completamente in nero e altri 32 impiegati in maniera irregolare, nell’ambito di 29 verifiche effettuate sul territorio provinciale.
Le ispezioni hanno interessato numerose attività commerciali e imprese, con controlli anche nei Comuni di Luino, Porto Valtravaglia, Cantello, Malnate, Arcisate, Induno Olona e Cuasso al Monte. Si tratta di una parte delle località coinvolte nell’operazione, che ha riguardato anche altre zone della provincia, da Varese a Gallarate, fino al Saronnese e al Basso Varesotto.
Particolare attenzione è stata rivolta a bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, macellerie, negozi di frutta e verdura, campeggi, pensioni per cavalli e imprese di pompe funebri. Gli accertamenti hanno permesso di verificare le condizioni di impiego del personale, la regolarità dei contratti e il rispetto degli obblighi contributivi, assicurativi e fiscali.
Tra le situazioni più significative segnalate dalle Fiamme Gialle figura proprio quella di due imprese di pompe funebri operanti nell’Alto Varesotto, nelle quali sono stati individuati complessivamente 15 lavoratori irregolari e uno completamente in nero. Il comunicato della Guardia di Finanza non specifica in quali Comuni abbiano sede le due attività.
Un dato particolarmente rilevante, che mette in evidenza come il fenomeno non riguardi soltanto la ristorazione o il commercio, ma possa interessare anche servizi rivolti direttamente alle famiglie e alla comunità.
Nel corso delle verifiche è emerso anche il caso di una macelleria di Arsago Seprio, dove sarebbe stato impiegato senza regolare contratto un lavoratore che percepiva indebitamente l’indennità di disoccupazione NASpI.
Un altro episodio riguarda un negozio di telefonia mobile, nel quale i finanzieri hanno trovato un minorenne di nazionalità cinese, regolarmente soggiornante in Italia, impiegato nell’accoglienza dei clienti. Il titolare dell’attività è stato denunciato alla Procura della Repubblica per una presunta violazione delle norme che tutelano il lavoro dei bambini e degli adolescenti. Non è stata indicata la località in cui si trova il negozio.
Le irregolarità accertate hanno portato all’applicazione di sanzioni amministrative per importi complessivi compresi tra 84.740 e 538.940 euro, a seconda delle violazioni contestate e delle relative determinazioni.
Per 14 attività imprenditoriali, inoltre, la Guardia di Finanza ha chiesto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese di valutare la sospensione dell’attività. Durante i controlli, infatti, è stato riscontrato che oltre il 10% dei lavoratori presenti risultava impiegato senza la preventiva comunicazione dell’assunzione. Si tratta, al momento, di proposte di sospensione e non di provvedimenti già necessariamente adottati.
L’operazione rientra nell’attività di contrasto al lavoro sommerso portata avanti dalle Fiamme Gialle, con un duplice obiettivo: tutelare i lavoratori e garantire una concorrenza corretta tra le imprese. Chi lavora senza un contratto regolare, infatti, rischia di non beneficiare delle necessarie coperture previdenziali e assicurative, con conseguenze anche sulla futura pensione e sulle tutele in caso di infortunio.
Il bilancio diffuso oggi, venerdì 6 novembre, dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza conferma dunque l’attenzione degli investigatori anche verso il territorio dell’Alto Varesotto, con verifiche che hanno interessato Luino e Porto Valtravaglia, oltre ai Comuni di Cantello, Malnate, Arcisate, Induno Olona e Cuasso al Monte.
Per le posizioni che hanno assunto rilevanza penale, resta valido il principio della presunzione di innocenza: eventuali responsabilità potranno essere definitivamente accertate soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.
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