Un ultimo gesto di amicizia, con la bara portata a spalla dai ragazzi che avevano condiviso con lui tanti momenti di vita. Così, nel pomeriggio di ieri, venerdì 30 ottobre, la comunità di Lavena Ponte Tresa ha salutato Noah Bergamin, scomparso a soli 27 anni dopo circa un mese e mezzo trascorso a lottare contro le conseguenze di un grave incidente stradale.
La chiesa del Santissimo Crocifisso di Ponte Tresa ha accolto familiari, amici e numerosi cittadini arrivati per partecipare alle esequie. Una presenza particolarmente significativa quella dei giovani, che hanno voluto accompagnare il loro coetaneo e manifestare vicinanza ai suoi cari in una giornata segnata da un dolore profondo.
Come racconta il quotidiano La Prealpina, a firma Nicola Antonello, la cerimonia è stata attraversata da momenti di grande partecipazione emotiva, a cominciare dall’attenzione riservata alla famiglia dal parroco, don Aurelio Pagani, ancora prima dell’inizio della celebrazione.
Il sacerdote si è infatti avvicinato alla madre di Noah, rimanendole accanto e stringendole la mano per alcuni minuti. Un gesto discreto, con il quale ha voluto esprimere solidarietà e condividere, almeno per qualche istante, la sofferenza della donna.
Durante l’omelia, don Aurelio ha richiamato l’importanza di rispettare il dolore attraverso il silenzio, evitando parole superficiali o tentativi di trovare spiegazioni a una perdita tanto difficile da accettare.
«Abbiamo bisogno di silenzio per ritrovare parole vere, per liberarci da chiacchiere inutili che in questo momento non servono», ha ricordato il parroco, invitando i presenti a riconoscere il valore dell’ascolto e della vicinanza autentica.
Il suo intervento si è poi soffermato sul significato della morte nella prospettiva cristiana, respingendo l’idea che una tragedia come quella di Noah possa essere interpretata come una volontà divina. Richiamando il Vangelo, il sacerdote ha sottolineato che «Dio non è il Dio dei morti, ma il Dio dei vivi».
Un messaggio rivolto soprattutto a chi oggi deve confrontarsi con un’assenza improvvisa, senza cercare risposte semplici a interrogativi che restano aperti.
Uno dei momenti più intensi è arrivato al termine della funzione religiosa, quando il padre e le sorelle di Noah hanno preso la parola per condividere alcuni ricordi e raccontare la persona che era, al di là della tragedia che ne ha interrotto la vita.
Le sorelle hanno ripercorso gli anni trascorsi insieme, tornando con la memoria alla scuola, ai momenti quotidiani e ai pranzi in famiglia, a casa della mamma e della nonna. Episodi semplici, diventati ancora più preziosi nel ricordo di un fratello al quale erano profondamente legate.
Nei loro pensieri ha trovato spazio anche Zoe, la fidanzata di Noah, con la quale il giovane aveva iniziato a immaginare un futuro condiviso, con il desiderio di «costruire una famiglia». Le sorelle hanno descritto Noah «come una roccia», una presenza sulla quale poter contare nei momenti di difficoltà. Accanto alla sua forza, hanno ricordato la capacità di sorridere, la disponibilità verso gli altri e l’attenzione che riservava alle persone a lui vicine.
Anche il padre ha voluto lasciare una testimonianza personale, ricordando di essere stato «fortunato ad avere un figlio così. Un ragazzo diventato uomo, che non conosceva la parola egoismo». Parole che hanno restituito ai presenti il ritratto di un giovane generoso e profondamente legato ai propri affetti.
Conclusa la celebrazione, il feretro è stato accompagnato al cimitero di Brusimpiano, dove numerose persone hanno voluto essere presenti per l’ultimo saluto. Gli amici hanno continuato a stringersi attorno alla famiglia, testimoniando un legame che la scomparsa di Noah non potrà cancellare.
La famiglia Bergamin ha inoltre deciso di ricordare Noah attraverso un’iniziativa di solidarietà, promuovendo una raccolta di donazioni a favore del reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale di Circolo di Varese. Le offerte sono state raccolte anche durante la giornata delle esequie, con la possibilità di contribuire attraverso un bonifico intestato a Jolema Bergamin, utilizzando l’IBAN IT64W0302501601TB8880388211.
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