Non ce l’ha fatta Noah Bergamin, il giovane di 27 anni rimasto gravemente ferito nell’incidente stradale avvenuto lo scorso 10 settembre lungo la strada che collega Lavena Ponte Tresa a Brusimpiano, sulle rive del lago Ceresio.
Il ragazzo, residente a Lavena Ponte Tresa, è morto nelle scorse ore, a circa un mese e mezzo dal violento scontro nel quale era rimasto coinvolto mentre viaggiava in sella alla propria motocicletta.
Il grave incidente si era verificato nel tardo pomeriggio di giovedì 10 settembre, intorno alle 17.40, lungo la SS344dir, in via Brusimpiano, nel tratto di strada che costeggia il lago e collega i due comuni dell’Alto Varesotto.
Secondo le prime informazioni emerse nelle ore successive all’incidente, il 27enne si era scontrato con un’automobile e, dopo il primo impatto, sarebbe finito contro un autobus proveniente dalla direzione opposta. La dinamica dell’accaduto era stata affidata agli accertamenti delle forze dell’ordine intervenute sul posto.
Le condizioni del giovane erano apparse subito estremamente gravi, tanto da rendere necessario l’intervento dei soccorsi in codice rosso. Sul luogo dell’incidente erano arrivate due ambulanze di SOS Valceresio e SOS Tre Valli, un’automedica e l’elisoccorso decollato da Como.
Dopo le prime cure prestate dai sanitari, Noah era stato trasportato d’urgenza con l’elicottero all’ospedale di Circolo di Varese, dove era stato ricoverato in condizioni critiche. Il giovane aveva riportato un grave trauma cranico e importanti lesioni al torace e all’addome ed era stato sottoposto a interventi chirurgici.
Da quel 10 settembre sono trascorse oltre sei settimane, durante le quali le condizioni di Noah sono rimaste gravissime. La notizia della sua morte, avvenuta domenica 25 ottobre, ha suscitato cordoglio a Lavena Ponte Tresa, dove il giovane viveva.
A esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale alla famiglia è il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, che ha affidato a queste parole il proprio cordoglio: «Apprendiamo con sgomento la morte del giovane Noah. Tutti noi abbiamo sperato in una ripresa, anche se sapevamo che le condizioni fisiche erano critiche. Adesso, nel momento del cordoglio, del silenzio e della preghiera, ci stringiamo alla sua famiglia e preghiamo per la sua anima».
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