Lombardia | 26 Ottobre 2026

Maxi esercitazione antincendio boschivo tra Valli del Verbano e Varesotto: in campo 200 volontari AIB

Oltre 200 volontari AIB, enti forestali e forze specializzate impegnati nella maxi esercitazione del 24 e 25 ottobre per testare tecnologie, comunicazioni e strategie contro gli incendi boschivi

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Un fine settimana di prove sul campo, coordinamento e nuove tecnologie per prepararsi ad affrontare incendi boschivi sempre più complessi. Si è conclusa ieri, domenica 25 ottobre, l’esercitazione interforze “Monte Legnone 2026″, una maxi operazione dedicata alla prevenzione e alla lotta agli incendi boschivi che ha coinvolto gli enti forestali del territorio, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri Forestali e circa 200 volontari antincendio boschivo (AIB), impegnati nelle due giornate di attività.

L’iniziativa ha rappresentato un importante banco di prova per testare, in uno scenario operativo articolato, la capacità di coordinamento tra le diverse strutture coinvolte e l’efficacia delle tecnologie utilizzate nella gestione delle emergenze.

A partecipare sono stati la Comunità Montana Valli del Verbano attraverso il COAV, la Comunità Montana del Piambello, la Provincia di Varese e il Parco regionale Campo dei Fiori, insieme al Centro Operativo Regionale (COR) dei Vigili del Fuoco, alle squadre specializzate nelle tecnologie applicate alla cartografia (TAS), ai sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR) e ai Carabinieri Forestali.

L’esercitazione ha visto scendere in campo circa 100 volontari AIB sabato e altrettanti domenica, chiamati a confrontarsi con un’operazione congiunta complessa, nella quale ogni squadra ha dovuto coordinare le proprie attività con quelle degli altri operatori.

Per la prima volta, in questo contesto, sono stati sperimentati insieme sistemi di trasmissione satellitare, reti radio e software dedicati alla gestione delle sale operative. Strumenti fondamentali per garantire comunicazioni affidabili e una visione condivisa dello scenario, soprattutto quando gli interventi si svolgono in aree boschive impervie, dove la copertura delle reti tradizionali può risultare limitata.

L’obiettivo è verificare che le informazioni raccolte sul campo possano raggiungere rapidamente le centrali operative, permettendo di coordinare uomini e mezzi e di indirizzare gli interventi in maniera efficace.

Lo scenario predisposto ha previsto diverse tipologie di intervento, con squadre impegnate contemporaneamente su più fronti.

Tra le attività simulate, il contenimento del fronte del fuoco attraverso squadre di scouting, incaricate di individuare e aprire i tracciati necessari per raggiungere le aree interessate. Previste anche squadre dotate di moduli antincendio autotrasportati ed elitrasportati, oltre a operatori preparati a portare l’acqua in quota attraverso lo stendimento di linee idrauliche lungo pendii particolarmente difficili da raggiungere.

Un lavoro articolato, nel quale la tecnologia rappresenta un supporto decisivo, ma nel quale restano centrali la preparazione dei volontari, la conoscenza del territorio e la capacità di agire in maniera coordinata.

Importante anche il coinvolgimento dei Vigili del Fuoco nelle attività di tutela delle aree di interfaccia, ovvero quelle zone in cui boschi e vegetazione si avvicinano ad abitazioni, infrastrutture e insediamenti umani. Si tratta di contesti particolarmente delicati, nei quali un incendio può mettere a rischio non soltanto l’ambiente naturale, ma anche persone e beni.

Nell’ambito dell’esercitazione è stato coinvolto anche il personale dei Carabinieri Forestali, chiamato a sperimentare le procedure investigative per individuare il possibile punto d’innesco di un incendio attraverso la raccolta e l’analisi delle evidenze scientifiche.

Un aspetto che affianca alle operazioni di spegnimento e contenimento anche la capacità di ricostruire l’origine di un rogo, elemento importante per le successive attività di accertamento.

L’esercitazione Monte Legnone 2026 si è proposta come un test significativo per migliorare la preparazione e la collaborazione tra le diverse strutture impegnate nella difesa del patrimonio boschivo.

Il cambiamento delle condizioni climatiche sta infatti rendendo gli incendi più difficili da prevedere e gestire, anche in territori come quello varesino, dove boschi, versanti montani e aree abitate convivono a stretto contatto.

La capacità di intervenire tempestivamente, condividere informazioni e mettere in campo risorse specializzate può fare la differenza nel contenimento delle fiamme e nella protezione delle comunità.

Il bilancio dell’iniziativa lascia quindi ben sperare per il futuro: mettere alla prova uomini, mezzi e tecnologie in uno scenario complesso significa rafforzare la preparazione del sistema antincendio boschivo, per arrivare più pronti quando un’emergenza reale richiederà di intervenire in tempi rapidi e con il massimo coordinamento.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com