Canton Ticino | 13 Ottobre 2026

Ticino, esplosione al Ritom: due operai morti, spunta l’ipotesi della polvere nera

Le indagini sull’esplosione mortale alla vecchia centrale del Ritom indicano la polvere nera come possibile causa. Restano da chiarire quantità e provenienza

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Nuovi elementi emergono nell’ambito dell’inchiesta sull’esplosione verificatasi il 9 settembre presso la vecchia centrale idroelettrica del Ritom, a Piotta, in Valle Leventina, costata la vita a due operai.

Il Ministero pubblico ha comunicato che, nel corso delle ultime settimane, sono stati disposti diversi approfondimenti tecnici con l’obiettivo di ricostruire l’origine e l’esatta dinamica dell’accaduto. Le verifiche hanno incluso l’esame delle tracce raccolte dalla Polizia scientifica, in collaborazione con il Forensisches Institut (FOR) di Zurigo.

Stando a quanto emerso dalla relazione preliminare trasmessa nei giorni scorsi dal FOR, la causa dell’esplosione sarebbe riconducibile alla presenza di un quantitativo di polvere nera, la cui entità deve ancora essere determinata nel dettaglio. Anche la provenienza della sostanza dovrà essere oggetto di ulteriori accertamenti.

L’incidente si era verificato poco dopo le 9.30 del 9 settembre, quando alla Centrale comune d’allarme (CECAL) era stata segnalata la presenza di un incendio all’interno dell’edificio della vecchia centrale idroelettrica.

Sul posto erano intervenuti agenti della Polizia cantonale, i pompieri di Biasca, dell’Alta Leventina e di Bellinzona, oltre ai soccorritori di Tre Valli Soccorso e della Rega. Le squadre di intervento avevano provveduto alle operazioni di spegnimento e alla messa in sicurezza dell’area.

Al momento dell’evento, all’interno della struttura erano al lavoro due operai. Secondo le prime ricostruzioni, un’esplosione li aveva coinvolti provocando loro ferite gravissime, rivelatesi in seguito fatali. Le vittime erano un cittadino svizzero di 55 anni, domiciliato nel Luganese, e un collega il cui riconoscimento formale era inizialmente ancora in corso.

L’esplosione aveva inoltre causato ingenti danni alla struttura. Per prestare sostegno psicologico alle persone coinvolte era stato richiesto l’intervento del Care Team.

L’indagine, coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, prosegue ora con ulteriori verifiche per chiarire tutti gli aspetti della vicenda, dalla quantità di polvere nera coinvolta alla sua provenienza, fino alla ricostruzione precisa della sequenza dei fatti.

Il Ministero pubblico sottolinea che, considerati gli atti istruttori ancora in corso, è al momento prematuro fornire ulteriori informazioni.

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