Tre uomini arrestati nel Mendrisiotto, in Canton Ticino, perché sospettati di aver preso parte a una serie di truffe ai danni di persone anziane attraverso il sistema delle cosiddette “chiamate shock”. È il risultato di un’indagine condotta dalla Polizia cantonale, coordinata dal Ministero pubblico, che ha portato al fermo di due cittadini slovacchi e di un cittadino ceco, individuati a Chiasso lo scorso 7 ottobre.
A darne notizia oggi, martedì 13 ottobre, sono il Ministero pubblico e la Polizia cantonale. Gli arrestati sono un 39enne e un 28enne, entrambi cittadini slovacchi residenti in Slovacchia, e un 30enne cittadino ceco residente in Repubblica Ceca. I tre sono sospettati di essere coinvolti in raggiri nei confronti di anziani, ai quali venivano richiesti denaro e oggetti preziosi attraverso telefonate costruite per provocare paura e preoccupazione.
Le indagini hanno preso avvio dopo una truffa avvenuta il 21 settembre scorso, quando i familiari di una delle vittime hanno tempestivamente segnalato l’accaduto alla Centrale comune d’allarme (CECAL). Gli accertamenti avviati dagli investigatori della Polizia cantonale, con il supporto tecnico della Polizia della Città di Lugano, hanno consentito di individuare un’automobile sospetta con targa ceca.
Il veicolo è stato intercettato e fermato il 7 ottobre a Chiasso dai collaboratori dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Durante la perquisizione dell’automobile sono stati rinvenuti denaro contante e diversi oggetti di valore, elementi sui quali si sono concentrati gli ulteriori approfondimenti investigativi.
Secondo quanto comunicato dalle autorità, i tre uomini sono sospettati anche di aver commesso una truffa nella mattinata dello stesso giorno a Melano. Nel pomeriggio, inoltre, un’altra possibile truffa è stata sventata grazie alla segnalazione di un tassista e all’intervento della Polizia della Città di Mendrisio, che ha collaborato alle verifiche.
Il sistema utilizzato dai truffatori ricalca una modalità già riscontrata in numerose occasioni sul territorio cantonale. Attraverso una telefonata, gli autori del raggiro si spacciavano per un nipote che aveva urgente bisogno di cure mediche, chiedendo alla persona contattata una somma consistente per affrontare le presunte spese sanitarie.
Facendo leva sulla preoccupazione per un familiare e sulla necessità di intervenire immediatamente, i truffatori mettevano sotto pressione le vittime, inducendole a consegnare il denaro disponibile in casa e gli oggetti preziosi custoditi nell’abitazione. Nei casi ricostruiti dagli investigatori si parla di alcune migliaia di franchi e diversi beni di valore.
Le indagini proseguono ora per stabilire se i tre arrestati possano essere coinvolti anche in altri tentativi di truffa o raggiri già portati a termine nelle ultime settimane in Ticino. Le ipotesi di reato formulate sono quelle di ripetuta truffa e infrazione alla Legge federale sugli stranieri.
La detenzione dei tre uomini è stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC), mentre l’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Veronica Lipari. Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nell’ambito del procedimento penale.
Le autorità cantonali segnalano inoltre che nelle ultime settimane si è registrato un nuovo aumento delle truffe telefoniche ai danni degli anziani. Un fenomeno che rende particolarmente importante la collaborazione dei cittadini e la tempestiva segnalazione di situazioni sospette, come dimostrano gli interventi che hanno permesso di individuare i tre indagati e impedire un ulteriore raggiro.
Per conoscere le modalità utilizzate dai truffatori e consultare i consigli di prevenzione, la Polizia cantonale invita a visitare la pagina informativa dedicata alle truffe telefoniche, disponibile sul portale ufficiale del Canton Ticino.
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