Si è svolta sabato scorso a Villa Recalcati, a Varese, la cerimonia provinciale dedicata alla Giornata degli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento tedeschi, momento di memoria e riconoscimento per quanti, dopo l’8 settembre 1943, scelsero di non aderire al nazifascismo pagando quella decisione con la deportazione e l’internamento.
Nel corso della manifestazione, promossa con il coinvolgimento delle istituzioni del territorio e dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, sono state consegnate le Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica ai familiari di cittadini della provincia di Varese, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Tra i riconoscimenti assegnati figurano anche diversi nomi legati all’Alto Varesotto, con familiari residenti nei comuni del territorio che hanno ricevuto l’onorificenza in memoria dei propri congiunti.
Per Luino, la Medaglia d’Onore è stata conferita alla memoria di Salvatore Calabretta, nato a Grammichele, in provincia di Catania, il 24 aprile 1911 e deportato dal 9 settembre 1943 al 25 luglio 1945. Il riconoscimento è stato destinato al figlio Nicolò Calabretta.
Per Lavena Ponte Tresa è stato invece ricordato Giovanni Canton, nato a Piazzola sul Brenta il 20 dicembre 1921 e internato dal 14 settembre 1943 al 7 settembre 1945. Il riconoscimento è stato destinato al figlio Giuseppe Canton.
Un’altra storia riguarda Dumenza. La Medaglia d’Onore è stata conferita alla memoria di Giocchino Lamantia, nato a Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento, il 15 agosto 1915 e deportato dal 9 settembre 1943 al 21 aprile 1945. Il riconoscimento è stato destinato al figlio Giovanni Lamantia.
Tra i nomi dell’Alto Varesotto figura inoltre Giuseppe Parini, nato a Montegrino Valtravaglia il 5 dicembre 1909, quando il comune apparteneva ancora alla provincia di Como. Parini fu deportato dal 29 settembre 1943 al 1° gennaio 1945. Il riconoscimento è stato destinato al figlio Carlo Parini.
Un ulteriore riconoscimento riguarda Augusto Valsecchi, nato proprio a Lavena Ponte Tresa il 14 ottobre 1924 e deportato dal 10 settembre 1943 al 29 aprile 1945. La Medaglia d’Onore è stata destinata alla nipote Antonella Valsecchi, indicata nella documentazione in relazione al Comune di Luino.
Nell’elenco compare anche Virginio Mainoli, nato a Brinzio il 3 marzo 1920 e deportato dall’8 settembre 1943 al 28 aprile 1945. Il riconoscimento è stato destinato alla figlia Noemi Mainoli, con riferimento al Comune di Cittiglio.
Tra i territori dell’area figura inoltre Cuveglio, con Antonio Alborghetti, nato a Trescore Balneario il 18 giugno 1922 e deportato dall’8 settembre 1943 al 1° giugno 1945. Nella documentazione della cerimonia sono indicate le figlie Annamaria e Pinuccia.
La cerimonia si è aperta con l’inaugurazione della mostra “Voci sepolte nell’oblio della memoria”, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. Sono intervenuti il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, il consigliere provinciale Michele Di Toro, il sindaco di Varese Davide Galimberti, il prorettore dell’Università degli Studi dell’Insubria Piarulli e il prevosto di Varese monsignor Gabriele Gioia.
La mattinata è proseguita con gli interventi del delegato regionale ANRP Paolo Vavassori e del professor Giulio Facchetti, oltre alla partecipazione degli studenti del Liceo Classico Cairoli di Varese, vincitori del Premio Nazionale Grillo sugli Internati Militari Italiani.
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