(di Roberto Bramani Araldi) Domenica 13 settembre, bocciodromo di Brenta: i Bei Giurnà hanno deciso di celebrare le loro nozze d’argento, senza squilli di tromba, senza i paludamenti di rito, in semplicità, in ossequio alle interpretazioni che dall’origine hanno distino atteggiamenti e comportamenti dell’Associazione.
Le nozze d’argento posseggono un indubbio fascino: nell’era moderna stanno a caratterizzare la stabilità dell’unione di coppia, della capacità di un uomo e una donna di vivere insieme e di costruire un sistema monolitico chiamato famiglia.
Ma non è sempre stato così. Nel periodo romano il lungo rapporto di fedeltà era quasi inesistente per la naturale fragilità del connubio, la Domus – la Casa delle Nozze d’Argento – di Pompei prese questo nome dalle nozze d’argento di Umberto e Margherita di Savoia. In effetti prima di commemorare questo evento si dovette attendere l’anno mille – o giù di lì – quando Ugo Capeto – secondo la leggenda francese – diede inizio alla tradizione, oppure, secondo l’interpretazione germanica, avvenne la consacrazione dell’importante traguardo per mezzo dell’adozione da parte della padrona di casa di una corona d’argento sul capo.
Ebbene i Bei Giurnà, forse consapevoli della tradizione, ma più probabilmente immersi in una sottovalutazione degli eventi, hanno deciso di festeggiare a modo loro l’anniversario.
Così hanno organizzato sui loro civettuoli campi di bocce una competizione a invito articolata su quattro squadre, rigorosamente sorteggiate quasi all’alba delle sacrosante ore dieci mattutine, per far disputare alle compagini, con il sistema a inseguimento, articolato su individuale, coppia e terna, a punteggi vincolati di dieci, venti e trenta, questo mini torneo. Nessun impegno di divisa, solo un capitano per squadra, e competizione affatto amichevole: tutti giocano con enorme grinta per prevalere.
Eliminazione diretta: dal mattino devono emergere le due finaliste per il primo posto e le due che si battaglieranno per il terzo e quarto.
La compagine capitanata da Daniele Biancotto primeggia, seppure con qualche difficoltà, secondo pronostico, quella di Zuffetti sembra dominare grazie all’ispiratissima Lopez, salvo farsi raggiungere e superare lungo il percorso: solo un provvidenziale colpo di coda finale la conduce a prevalere del classico soffio.
Pranzo orchestrato perfettamente nell’accogliente struttura limitrofa e poi … fiato alle trombe, senza usare le famose buisine, trombe medievali lunghe anche quasi due metri impiegate dagli aedi, per annunciare chi si fregerà dell’argentea corona.
Il Biancotto non trema, anche se nell’individuale prevale la solita Lopez, seppure senza dominare, ma solo di un’incollatura, poi, anche se siamo in pieno meriggio, calano le tenebre, da una parte, mentre dall’altra esplode un sole splendente: il massacro si perfeziona senza sussulti e la compagine Biancottiana galoppa senza la minima incertezza verso il successo finale. Terza la squadra Zosi e quarta la Resmini.
Premiazione sobria gestita dal trio organizzatore Gabriele Bellorini, Mauro Giudici e Fabio Zosi in modo impeccabile, senza sbavature, per ricordare il cammino della Società non solo nell’ambito agonistico, ma anche, da un certo momento in poi quando fu sostituita dalla Bocciofila Monte Nudo, in quello promozionale, per significare che il mondo delle bocce a tutto può rinunciare fuorché alla propagazione dei valori che ne costituiscono l’essenza.
CAMPIONATI ITALIANI TIRO DI PRECISIONE UNDER 18
SECONDA CLASSIFICATA
Trevisi Alessia – Carnago
19 settembre – Ternate, ore 15 – Finale Coppa Varese
Bassso Verbano – Carnago
Casciago – Renese
© Riproduzione riservata

