Lavena Ponte Tresa | 3 Settembre 2026

Don Giampiero Caruso, da Lavena Ponte Tresa alla Russia: ora è Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia

L’onorificenza, che gli è stata conferita lo scorso anno dall’Ambasciatrice Piccioni a Mosca, riconosce decenni di impegno pastorale, educativo e sociale tra la Siberia e la capitale

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C’è orgoglio, a Lavena Ponte Tresa, per una figura conosciuta nella comunità che, nell’estate scorsa, ha ricevuto uno dei riconoscimenti più prestigiosi che la Repubblica Italiana possa conferire a un proprio cittadino all’estero: don Giampiero Caruso, sacerdote originario della provincia di Palermo e da oltre venticinque anni impegnato in missione in Russia, è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.

La cerimonia si è tenuta a Mosca l’8 settembre dello scorso anno, presso l’Ambasciata italiana, e la notizia è emersa in questi giorni durante una sua breve visita ai familiari nella casa di famiglia in paese, dove il sacerdote ha trovato qualche giorno di riposo prima di rientrare nella capitale russa.

A conferirgli l’onorificenza è stata l’Ambasciatrice d’Italia in Russia, Cecilia Piccioni, alla presenza del Console Generale Giovanni Favilli e di Domenico Buscaglia, Dirigente dell’Ufficio istruzione del Consolato. Un momento solenne, ulteriormente impreziosito dalla partecipazione del Nunzio apostolico in Russia, a testimonianza del significato non soltanto istituzionale ma anche ecclesiale del riconoscimento.

Il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia viene conferito dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e viene attribuito a coloro che abbiano acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi, nonché nel mantenimento e nel rafforzamento dei legami con la madrepatria.

Don Giampiero Caruso appartiene alla Fraternità sacerdotale San Carlo e si dedica da oltre un quarto di secolo alla missione in Russia: dapprima in Siberia, poi a Mosca.

Nel corso della cerimonia, l’Ambasciatrice Piccioni ha voluto mettere in luce la varietà e la profondità del suo impegno: oltre alla cura pastorale della comunità cattolica italiana presente nella capitale russa, don Giampiero svolge anche l’attività di docente e si è distinto per il suo contributo allo sviluppo di una cultura della pace e della tolleranza, nonché per la costante attenzione riservata alle persone più fragili e vulnerabili.

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