Canton Ticino | 28 Agosto 2026

Donna trovata morta nel Ceresio, l’autopsia: «Ipotesi più verosimile l’annegamento»

Gli accertamenti sulla 52enne non hanno evidenziato l’intervento di terzi. Proseguono gli esami medico-legali e l’inchiesta su un’aggressione denunciata l’8 agosto

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Proseguono gli accertamenti sulla morte della 52enne cittadina svizzera domiciliata nel Luganese, il cui corpo senza vita era stato rinvenuto nelle acque del Lago Ceresio. Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno diffuso oggi, venerdì 28 agosto, un aggiornamento sulle indagini.

Gli accertamenti effettuati fino a questo momento non hanno evidenziato un intervento da parte di terzi nella determinazione del decesso. Un primo elemento arriva dalla relazione preliminare dell’autopsia medico-legale ricevuta dagli inquirenti nel pomeriggio di ieri.

In assenza di una causa traumatica o patologica alternativa evidente, spiegano le autorità ticinesi, l’ipotesi ritenuta al momento maggiormente verosimile è quella della morte per annegamento. Si tratta tuttavia di una conclusione ancora preliminare, che dovrà essere supportata dai risultati degli ulteriori accertamenti già disposti.

Il referto medico-legale dovrà infatti essere completato attraverso un ampio screening tossicologico e gli esami sui prelievi istologici, i cui risultati non sono ancora disponibili. L’obiettivo è consolidare le conclusioni dell’autopsia sotto il profilo medico-scientifico.

L’inchiesta prosegue parallelamente attraverso l’esame delle tracce prelevate e la raccolta delle testimonianze. Gli investigatori stanno quindi continuando a ricostruire quanto accaduto e le circostanze che hanno preceduto il decesso della donna.

Resta inoltre aperto un secondo filone investigativo relativo a un’aggressione che la 52enne aveva denunciato lo scorso 8 agosto. Anche questa istruttoria sta facendo il proprio corso e, allo stato attuale, il fascicolo resta contro ignoti. I reati ipotizzati sono quelli di tentate lesioni gravi e lesioni semplici.

La donna, infatti, aveva registrato Claudio Zali: il consigliere di Stato da alcune settimane è al centro di uno scandalo, per il quale è accusato di essere l’uomo che suggerisce di «riempire di botte» una donna in un audio.

Il Ministero pubblico ha infine precisato che ulteriori informazioni saranno diffuse quando emergeranno elementi consolidati, nel rispetto delle norme vigenti, dei familiari della vittima e dei tempi necessari per completare le verifiche ancora in corso.

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