Un video pubblicato nel gruppo Facebook “Sei di Lavena Ponte Tresa se” ha suscitato preoccupazione nella giornata di ieri, mercoledì 26 agosto, per un presunto sversamento nelle acque del Ceresio.
Nel filmato si vede una sostanza biancastra fuoriuscire da alcune tubazioni della fognatura e finire direttamente nel lago. Il post ha rapidamente raccolto commenti, alcuni dei quali dai toni particolarmente accesi, con riferimenti a un presunto inquinamento delle acque.
A fare chiarezza sulla vicenda è stato il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, che si è recato sul posto pochi minuti dopo la pubblicazione del video e, in un filmato di risposta, ha mostrato la situazione riscontrata sul posto, sottolineando come in quel momento non fosse presente alcuno sversamento e come non ci fossero elementi che indicassero una situazione di inquinamento in corso.
Mastromarino ha inoltre ricordato che le acque del Ceresio, dopo il problema registrato nei giorni scorsi, sono nuovamente sicure e balneabili. Le ultime analisi effettuate da ATS Insubria hanno infatti escluso la presenza di valori di Escherichia coli superiori ai limiti consentiti: proprio la presenza di valori oltre la soglia aveva portato l’amministrazione comunale a disporre, in via precauzionale, la sospensione della balneazione per alcuni giorni attorno a Ferragosto.
Secondo l’ipotesi avanzata dal sindaco, il fenomeno mostrato nel video potrebbe quindi essersi verificato nei giorni precedenti e non nella mattinata di mercoledì, quando è stato effettuato il sopralluogo. Una possibile spiegazione potrebbe essere il lavaggio di pennelli utilizzati per lavori di tinteggiatura, con l’acqua contenente residui di vernice finita poi nei tombini e, attraverso la rete di scarico, nel lago. Un episodio analogo, ha ricordato Mastromarino, si era già verificato in passato a Lavena.
Si tratta comunque di una pratica che, per il primo cittadino, non può essere considerata corretta: «L’acqua utilizzata per lavare pennelli intrisi di vernice non dovrebbe essere versata nei tombini, ma va smaltita secondo le modalità previste per questo tipo di materiale».
Mastromarino ha infine espresso il proprio disappunto per i toni utilizzati da alcuni utenti sui social, contestando in particolare i commenti che, a suo giudizio, rischiano di alimentare l’idea che il lago sia inquinato.
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