Sono passati settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, ma il ricordo di quei 262 lavoratori morti nella miniera del Bois du Cazier continua a rappresentare una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana.
In occasione dell’8 agosto, Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, anche l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco ha partecipato a Bruxelles alle iniziative organizzate per commemorare le vittime e ricordare gli italiani che nel dopoguerra lasciarono il Paese alla ricerca di un futuro migliore.
La tragedia avvenne l’8 agosto 1956 nella miniera di Marcinelle, in Belgio. A perdere la vita furono 262 minatori, 136 dei quali italiani. Una vicenda diventata nel tempo simbolo del sacrificio di un’intera generazione di lavoratori emigrati e delle difficili condizioni in cui molti italiani si trovarono a vivere e lavorare all’estero.
«Essere a Bruxelles in questi giorni per ricordare la tragedia di Marcinelle significa rendere omaggio non solo alle 262 vittime di quella terribile strage, ma a tutti gli italiani che, con il loro lavoro e il loro sacrificio, hanno contribuito alla crescita dell’Europa», ha dichiarato Franco.
«Marcinelle è una ferita ancora viva nella nostra memoria e un monito che ci ricorda quanto siano importanti la sicurezza, la dignità del lavoro e la tutela delle persone», ha aggiunto l’assessore, sottolineando il ruolo delle istituzioni nel mantenere vivo il ricordo e trasmetterlo alle generazioni più giovani.
Nel suo intervento Franco ha inoltre espresso critiche rispetto ad alcuni episodi di contestazione verificatisi durante le iniziative commemorative, richiamando la necessità di mantenere il momento del ricordo al di fuori delle contrapposizioni politiche.
«La memoria delle vittime deve venire prima delle appartenenze e delle contrapposizioni politiche: Marcinelle appartiene a tutti gli italiani e non può diventare terreno di scontro», ha affermato.
La giornata dedicata alla tragedia del Bois du Cazier richiama una memoria che va oltre la singola vicenda.
Dietro quei 262 nomi ci sono le storie di lavoratori, famiglie e comunità che hanno attraversato il confine alla ricerca di opportunità e di una vita migliore. Per questo, secondo Franco, ricordare Marcinelle significa anche trasformare quella memoria in un impegno attuale per la sicurezza nei luoghi di lavoro e per la dignità di chi lavora.
«Dietro ogni storia di emigrazione ci sono persone, famiglie, speranze e sacrifici», ha concluso l’assessore. «È nostro dovere mantenere vivo questo patrimonio di memoria e trasformarlo in un impegno concreto per il presente e per il futuro».
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