Società | 20 Luglio 2026

Gioco pubblico, la volatilità del gettito riapre il dibattito sul futuro del comparto

I dati del primo quadrimestre 2026 evidenziano una flessione delle entrate erariali, trainata soprattutto dal calo degli apparecchi da intrattenimento e dai cambiamenti nelle abitudini di gioco

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Le entrate erariali derivanti dal gioco pubblico continuano a rappresentare una voce significativa per i conti dello Stato, ma l’andamento registrato nei primi quattro mesi del 2026 conferma quanto il comparto sia oggi caratterizzato da una crescente volatilità. A dirlo è l’ultimo Bollettino delle Entrate Tributarie pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che mostra infatti una contrazione del gettito rispetto allo stesso periodo del 2025. Così riparte il dibattito sulle prospettive del gioco terrestre e sulla necessità di aggiornare il quadro regolatorio.

Il trend è confermato dal Bollettino delle Entrate Tributarie pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Come scrive Davide Luciani, caporedattore di Slotmania.it: Tra gennaio e aprile 2026  le entrate complessive riconducibili al settore del gioco pubblico hanno raggiunto i 2,524 miliardi di euro, con una diminuzione di 213 milioni rispetto ai primi quattro mesi del 2025. La flessione, pari al 7,8%, interessa un comparto che continua a garantire risorse importanti all’Erario, ma che mostra segnali di rallentamento in alcune delle sue componenti storicamente più rilevanti. Il calo appare ancora più evidente osservando le imposte indirette legate al gioco regolamentato:  2,113 miliardi di euro, in diminuzione di 247 milioni rispetto all’anno precedente”.

La componente che contribuisce maggiormente al calo delle entrate è quella degli apparecchi da intrattenimento: tra gennaio e aprile il gettito proveniente da AWP e VLT si è fermato a 1,684 miliardi di euro, (nel 2025 erano 1,857 miliardi, -9,3%). Il confronto con gli anni precedenti evidenzia un trend ormai consolidato: nel primo quadrimestre del 2024 il gettito derivante dagli apparecchi aveva raggiunto 1,960 miliardi di euro; nel 2025 era già sceso a 1,857 miliardi (-5,3%), mentre il dato del 2026 segna un’ulteriore contrazione.

In appena due anni la perdita complessiva ammonta così a 276 milioni di euro, pari a una diminuzione del 14,1%. Come si legge ancora nell’articolo, “oltre alla contrazione complessiva, i dati mettono in evidenza un’elevata volatilità delle entrate mese per mese. Gennaio 2026 ha fatto registrare il risultato peggiore del triennio, con un gettito di 409 milioni di euro, ben al di sotto dei 694 milioni raccolti nello stesso mese del 2025 e dei 521 milioni del 2024”.

La flessione, poi, non riguarda esclusivamente gli apparecchi da intrattenimento ma anche le altre attività del gioco pubblico. Rimane invece stabile il gettito dell’imposta sul gioco nelle case da gioco, fermo a 14 milioni di euro. Come osserva Luciani in chiusura del pezzo, “quello che emerge da questi dati è che il settore stia attraversando una fase di trasformazione, influenzata sia dall’evoluzione tecnologica sia dal cambiamento delle abitudini dei giocatori, sempre più orientati verso il canale digitale”.

Una trasformazione che non scalfisce il ruolo del gioco pubblico per l’erario dello Stato: le entrate in soli 4 mesi ammontano infatti a oltre 2,5 miliardi di euro. Quello che è centrale, però, è la necessità di intervenire sul comparto terrestre attraverso un percorso di ammodernamento tecnologico e regolamentare. Perché l’obiettivo non è soltanto preservare il gettito fiscale, ma accompagnare un segmento che continua a rappresentare una componente importante del mercato del gioco pubblico italiano.

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