Varesotto | 23 Giugno 2026

Caldo e afa, cresce l’allerta nelle campagne varesine: animali e colture sotto stress

Coldiretti Varese lancia l’allarme per l’ondata di calore. Nelle stalle attivi ventilatori e sistemi di raffrescamento, mentre preoccupano siccità e riserve idriche in calo

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L’ondata di caldo che sta interessando la Lombardia non risparmia le campagne della provincia di Varese. A lanciare l’allarme è Coldiretti Varese, che richiama l’attenzione sulle difficoltà che allevatori e agricoltori stanno affrontando a causa delle alte temperature e dell’afa persistente, condizioni che mettono a dura prova sia gli animali sia le coltivazioni.

Le preoccupazioni sono aumentate dopo la diffusione del bollettino Humidex di Arpa Lombardia, che per i prossimi giorni prevede situazioni di forte disagio da calore in gran parte della regione. Una situazione che, secondo gli operatori del settore, rappresenta l’ennesima conferma degli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.

«Anche nel Varesotto le imprese agricole stanno affrontando temperature elevate e condizioni climatiche sempre più difficili da gestire» spiega il presidente di Coldiretti Varese, Pietro Luca Colombo. «Il caldo estremo non pesa soltanto sul lavoro quotidiano degli agricoltori, ma incide direttamente sul benessere degli animali e sulla tenuta delle produzioni. È la dimostrazione di come il settore agricolo sia chiamato ogni giorno a confrontarsi con fenomeni climatici sempre più intensi».

Nelle stalle della provincia sono state attivate tutte le misure necessarie per contrastare gli effetti dell’afa. Ventilatori, sistemi di nebulizzazione e impianti di raffrescamento lavorano senza sosta per garantire condizioni più favorevoli agli animali, mentre gli allevatori hanno modificato l’alimentazione del bestiame per aiutarlo a sopportare le temperature elevate.

«Questi giorni richiedono un’attenzione costante» sottolinea Elena Arrigoni, allevatrice varesina e recentemente eletta nel consiglio di Aral, l’Associazione regionale allevatori della Lombardia. «Le vacche soffrono particolarmente il caldo: mangiano meno, bevono di più e la produzione di latte tende a diminuire. Per questo manteniamo attivi tutti i sistemi di raffrescamento e integriamo le razioni alimentari con sali minerali e sostanze utili a contrastare lo stress termico».

Secondo Coldiretti, per le bovine da latte la temperatura ideale è compresa tra i 22 e i 24 gradi. Oltre questa soglia aumentano sensibilmente i rischi di stress da calore, con conseguenze sia sul benessere animale sia sulla produttività delle aziende.

Alle difficoltà operative si aggiungono inoltre i maggiori costi sostenuti dagli allevatori. «Il consumo di acqua ed energia cresce in modo significativo – osserva Arrigoni – e mantenere condizioni adeguate all’interno delle stalle diventa sempre più oneroso. Gli allevatori fanno tutto il possibile per tutelare gli animali, ma è evidente che questi fenomeni si stanno intensificando anno dopo anno».

L’attenzione resta alta anche nei campi. Le elevate temperature e la scarsità di precipitazioni rischiano infatti di compromettere lo sviluppo delle colture, mentre le riserve idriche lombarde risultano attualmente inferiori del 26% rispetto alla media stagionale. Un dato che, unito al progressivo abbassamento dei livelli dei corsi d’acqua, alimenta le preoccupazioni in vista della seconda parte dell’estate.

Per il mondo agricolo varesino, dunque, la sfida è sempre più quella di adattarsi a un clima che cambia rapidamente, cercando di garantire la continuità delle produzioni e la sostenibilità delle aziende in un contesto caratterizzato da eventi meteorologici sempre più estremi.

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