Per salutare l’inizio dell’estate, Claudio Bollentini ha dato alle stampe il suo settimo racconto dal titolo “Ma che ne sanno, gli altri. Il crepuscolo e la follia”, pubblicato indipendentemente su Amazon. Cinquanta coinvolgenti pagine per una storia on the road che si dipana tra le valli dell’Alto Varesotto e Luino, con un tributo a Piero Chiara che condurrà idealmente il protagonista tra i posti più significativi della cittadina del Verbano.
Il protagonista della storia è un uomo sulla settantina, colto e raffinato, in pensione da pochi anni. Infatti, ha ricoperto per alcuni decenni la cattedra di storia e filosofia al liceo classico di Varese. Vive insieme alla moglie a Boarezzo, un piccolo borgo montano della Valganna, situato nell’Alto Varesotto.
La sua vita di pensionato benestante si dipana senza tormenti nello scorrere di una tranquilla quotidianità; la prospettiva di una vecchiaia serena viene però bruscamente funestata dalla terribile diagnosi del morbo di Alzheimer che un medico dell’Ospedale di Circolo di Varese, suo brillante ex allievo, gli comunica. Il mondo gli crolla immediatamente addosso, le certezze di una vita intera svaniscono in pochi attimi, come i sogni e i programmi per il futuro.
Il pensiero di una malattia degenerativa che lo limiterà e che non gli consentirà di badare a se stesso, di seguire i soliti impegni e svaghi lo fa piombare in un profondo sconforto. Ma non si darà per vinto, rifiuterà di finire passivamente nel turbine della depressione e dell’isolamento. Fino a quando potrà cercherà di godere al massimo della vita senza pensare alla demenza incipiente; il protagonista finirà per apprezzare al meglio gli ultimi momenti della sua esistenza per ritrovare il senso di tante cose trascurate e non valorizzate a dovere in altri tempi.
Deciderà di vivere follemente prima della fine, come insegnava Erasmo da Rotterdam. E chiedendosi, in un baleno di lucidità, se la follia non sia invece quella di chi ha vissuto la propria esistenza senza goderne. Il crepuscolo della vita e la follia della ricerca del piacere nella vita stessa evocano entrambi una dimensione di confine: il crepuscolo è il passaggio tra il giorno e la notte, tra la vita e la morte in questo caso, mentre la follia è il limite tra la ragione e l’ignoto. Prenderà quindi la sua spider e girovagherà apparentemente senza meta tra le strade delle valli varesine.
Claudio Bollentini, nato a Milano nel 1963, divide la sua vita tra Varese e Novalesa (in Piemonte), ha conseguito una laurea in Scienze Politiche con specializzazione in Relazioni Internazionali e un master in comunicazione istituzionale e politica, è un esperto di comunicazione reputazionale e crisis management, comunicazione istituzionale e politica, tecniche di influenza e di creazione di immagine.
È sempre stato presente sui new media, nel web e sui social network, creando blog, portali e giornali. Il progetto più noto è stato La Bissa de l’Insubria. Negli ultimi anni ha dedicato molto tempo e spazio alla narrativa: “Ma che ne sanno, gli altri. Il crepuscolo e la follia” è la sua quinta fatica letteraria dopo “La Novalesa”, “Il doroteo”, “L’elezione” e “Vado a parlare con i gerani”.
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