In occasione della mostra che Como e la Tate Gallery di Londra dedicano fino al 27 settembre al grande maestro del Romanticismo William Turner e al suo intenso rapporto con il paesaggio italiano, laghi inclusi, il Civico Museo Parisi Valle di Maccagno ospita in anteprima assoluta la presentazione del catalogo della mostra “Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano” (Moebius editore).
La presentazione si terrà venerdì 19 giugno alle ore 21 e la serata sarà condotta da Chiara Gatti, storica e critica d’arte e direttrice del museo MAN. Sarà presente uno dei due autori del catalogo, Federico Crimi, responsabile delle attività scientifiche e culturali del Parisi Valle, che offrirà alla platea un quadro allargato delle complesse relazioni tra Turner, la cultura e il paesaggio italiano, sviluppate prima e dopo i suoi viaggi nel nostro Paese. L’ingresso è libero e senza prenotazione.
La serata si inquadra nel calendario di eventi promosso dal Civico Museo Parisi Valle per accompagnare la mostra di Como fino alla sua chiusura e intitolato “William Turner torna sui laghi”. La presentazione del catalogo della mostra di Como sarà infatti anche l’anticipo della visita guidata alla mostra stessa, prevista per sabato 27 giugno alle ore 15.
Turner, il viaggio in Italia e la scoperta della luce
Per comprendere fino in fondo il significato della mostra comasca e dell’incontro organizzato al Parisi Valle, bisogna però fare un passo indietro e tornare al rapporto tra William Turner e l’Italia. Per il pittore inglese il viaggio non fu soltanto un modo per conoscere nuovi paesaggi, ma diventò progressivamente uno strumento fondamentale della sua ricerca artistica, ed è proprio su questo aspetto che si concentra il progetto espositivo realizzato dal Comune di Como insieme alla Tate di Londra: il viaggio e, in particolare, l’incontro con il paesaggio italiano contribuirono in maniera decisiva allo sviluppo del linguaggio pittorico di Turner.
Turner arrivò in Italia per la prima volta nel 1819, attraversando le Alpi e raggiungendo diverse città italiane. Il viaggio rappresentò un passaggio importante nella sua carriera: l’Italia gli offrì una luce e una varietà atmosferica diverse da quelle alle quali era abituato in Inghilterra e gli permise di confrontarsi direttamente con la grande tradizione della pittura italiana. Il paesaggio smise così di essere soltanto il soggetto di una veduta e divenne sempre più un campo di sperimentazione nel quale studiare luce, colore, atmosfera e movimento.
Il Lago di Como occupa un posto particolare in questo percorso. Turner rimase affascinato dalla combinazione di montagne, acqua e rapide variazioni atmosferiche del paesaggio lariano, elementi che gli offrirono l’occasione di studiare la luce e i riflessi come soggetti pittorici autonomi. La mostra di Como riunisce sette acquerelli dedicati al lago, realizzati in momenti diversi della sua carriera e capaci di documentare anche l’evoluzione del suo modo di guardare il paesaggio.
Un esempio significativo è proprio l’acquerello del Lago di Como del 1819, oggi conservato alla Tate. Nell’opera l’acqua e il cielo sono trattati con campiture leggere, mentre le montagne sullo sfondo ricevono una maggiore attenzione al dettaglio. Già in questo lavoro si può cogliere quella tensione tra osservazione del luogo e interpretazione atmosferica che diventerà sempre più evidente nella pittura di Turner. È anche per questo che Turner viene spesso associato alla pittura della luce: il suo interesse non consisteva semplicemente nel rappresentare un tramonto, una nebbia o un riflesso sull’acqua, ma nel cercare di tradurre sulla tela o sulla carta l’impressione visiva prodotta da quei fenomeni.
La mostra di Como permette di seguire proprio questa trasformazione. Gli acquerelli realizzati durante il primo viaggio del 1819 mostrano ancora una forte attenzione alla struttura topografica dei luoghi; quelli legati ai soggiorni del 1842 e 1843, invece, portano sempre più in primo piano luce, colore e atmosfera. Il paesaggio tende progressivamente a perdere la rigidità di una geografia fissa per diventare qualcosa di mutevole, nel quale architettura e natura sembrano quasi dissolversi nell’ambiente.
Il rapporto con l’Italia proseguì negli anni successivi e trovò in Venezia un altro laboratorio fondamentale: qui l’acqua, la luce e l’architettura sembrano fondersi continuamente e il colore assume un’importanza crescente. L’esperienza italiana contribuì quindi a spingere Turner verso una pittura sempre più libera, nella quale la riconoscibilità del luogo poteva lasciare spazio alla sensazione e all’atmosfera.
L’esposizione, curata da Elizabeth Brooke e ideata e organizzata dal Comune di Como insieme alla Tate, presenta al Broletto sette acquerelli dedicati al lago di Como, mentre nella Pinacoteca civica sono esposti quattro dipinti a olio legati ai temi italiani e alla progressiva trasformazione del paesaggio in una visione sempre più poetica e simbolica.
C’è anche un piccolo dettaglio che restituisce concretamente il passaggio dell’artista da Como. Nella città Turner soggiornò all’albergo Volta, già Dell’Angelo, dalle cui finestre dipinse l’area dell’attuale piazza Cavour, che all’epoca ospitava il vecchio porto. Un elemento apparentemente marginale che permette però di immaginare il pittore non soltanto davanti alle sue opere, ma fisicamente immerso nella città e nel paesaggio che stava osservando.
Ed è interessante che questa riflessione possa estendersi anche al Lago Maggiore. L’incontro organizzato a Maccagno dal Parisi Valle guarda infatti a una parte meno conosciuta del percorso di Turner attraverso l’area dei laghi, mettendo in relazione località come Bellinzona, Magadino, Vira, Locarno, Luino, Pallanza, Angera e l’Isola Bella. È un itinerario che permette di leggere il paesaggio del Verbano non soltanto come uno scenario turistico, ma come parte di quella grande geografia culturale del viaggio ottocentesco che collegava l’Europa settentrionale all’Italia attraverso le Alpi e i grandi laghi prealpini.
Due sedi per la mostra comasca
La mostra è articolata in due sedi, la Pinacoteca civica e il Broletto di Como. La visita guidata organizzata dal Parisi Valle prenderà avvio dalla Pinacoteca, dove sono esposte le opere a olio dedicate all’Italia e sviluppate dopo i viaggi nel nostro Paese. Tra queste figura anche Il Ramo d’oro, del 1834.
Successivamente ci si sposterà al Broletto, a pochi passi attraverso il centro storico di Como, dove sono esposti gli acquerelli dedicati al lago di Como e realizzati in diversi momenti del percorso artistico di Turner. Il biglietto, valido per entrambe le sedi, ha un costo di 12 euro, ridotto a 8 euro per gruppi superiori alle 15 persone. Il pagamento avverrà direttamente alla biglietteria della Pinacoteca, con ritrovo in autonomia sul posto; non è necessaria la prenotazione.
L’appuntamento del 27 giugno sarà dunque un’occasione per vedere dal vivo opere che permettono di seguire l’evoluzione dello sguardo di Turner sull’Italia: dalla maggiore attenzione alla conformazione dei luoghi del primo viaggio fino alla progressiva centralità di luce, colore e atmosfera.
Infine, a settembre, un incontro speciale curato da Federico Crimi al Civico Museo Parisi Valle approfondirà i viaggi e gli incanti di William Turner sul Lago Maggiore, passando attraverso Bellinzona, Magadino, Vira, Locarno, Luino, Pallanza, Angera e l’Isola Bella.
In questo senso, il progetto “William Turner torna sui laghi” acquista anche un significato particolare per il territorio, riportando al centro un modo di osservare il paesaggio che appartiene a Turner e che, a quasi due secoli di distanza, continua a interrogarci: non soltanto quanto riconosciamo di un luogo, ma quanto siamo ancora capaci di guardarlo davvero.
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