Le centinaia di cittadini italiani di religione ebraica, i numerosi perseguitati politici dal regime nazifascista, i prigionieri di guerra, fuggiti dai campi di concentramento dopo l’8 settembre ‘43, non avrebbero mai immaginato che la rete di sentieri sui quali si inerpicavano trepidanti, con l’aiuto e il supporto di coraggiose guide locali, si sarebbero trasformati in una sorta di via sacra a perenne memoria di una delle più grandi tragedie dell’umanità.
Domenica 17 maggio, alle ore 9:45, verrà infatti inaugurato a Luino “Verso la salvezza”, un importante progetto di ricostruzione dell’itinerario che una schiera difficilmente quantificabile di uomini, donne e bambini percorsero per raggiungere il territorio della vicina Confederazione Elvetica, ancora di salvezza.
Il tratto preso in considerazione è quello che parte da Voldomino, approdo obbligato per poter intraprendere la marcia notturna verso la frontiera. Molti provenivano da Castelveccana, dove l’ingegner Bacciagaluppi aveva creato un’organizzazione umanitaria che si saldava solidamente con il centro di raccolta costituito da don Piero Folli, parroco di Voldomino. Il percorso si snodava e si snoda lungo i boschi soprastanti, attraversando l’abitato di Biviglione e di Pianazzo, soprattutto in direzione del valico del Palone, in territorio del comune di Dumenza.
L’itinerario si configura sul modello già sperimentato in altre zone, quali quelle dirimpettaie del VCO coi “Sentieri della Libertà” o del più vicino “Sentiero del Silenzio” sulle orme di Liliana Segre tra Viggiù, Saltrio e Monte Orsa. Il progetto, varato dall’ANPI di Luino, è stato condiviso anche dalla Comunità Montana Valli del Verbano, dai Comuni di Luino e di Dumenza.
Il percorso è scandito da una cartellonistica in metallo con QR-CODE fruibile da smartphone, collegato col sito www.anpiluino.it per rimandare ad una narrazione più dettagliata degli eventi che hanno caratterizzato il triste esodo di incolpevoli vittime negli anni cruciali della Seconda Guerra Mondiale. Un ulteriore obiettivo è quello di ricostruire anche il tratto Castelveccana-Voldomino per una visione più particolareggiata degli itinerari verso la salvezza del tormentato periodo 1943-1945.
La cerimonia di inaugurazione non potrà che iniziare da piazza Piave, a Voldomino, dove don Piero Folli, il 3 dicembre 1943, fu arrestato insieme ad un gruppo di ebrei, ospiti nell’ex oratorio di Santa Liberata, e tradotto in carcere a San Vittore, vittima, insieme ad altri collaboratori, delle più terribili sevizie che il regime riservava a chi si opponeva al suo disegno criminale. Nell’occasione verratto lette alcune testimonianze significative, raccolte dalla viva voce dei protagonisti di queste tragiche vicende e pubblicate su “Travalia” nel 1975, una rivista curata dalla Biblioteca Civica di Luino.
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