È stato condannato a sette anni di reclusione un 38enne luinese accusato di furto in abitazione, al termine di un processo celebrato al Tribunale di Varese. I fatti risalgono al 2018, quando l’uomo si sarebbe introdotto nella seconda casa di un cittadino del posto, riuscendo a portare via numerose bottiglie di vino di valore. A raccontare l’episodio è l’edizione odierna di “Prealpina“, in un articolo di Massimiliano Martini.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Luino, l’uomo avrebbe forzato un cancello e una finestra per entrare nell’abitazione. Una volta all’interno, si sarebbe impossessato di 22 bottiglie pregiate, tra cui diversi esemplari di champagne, per un bottino considerato rilevante anche sotto il profilo economico.
Il caso è stato portato in dibattimento davanti al Tribunale di Varese, dove l’imputato è stato chiamato a rispondere del reato di furto aggravato in abitazione. Nel corso dell’udienza sono stati ricostruiti i passaggi dell’episodio, evidenziando le modalità di accesso e l’entità della refurtiva sottratta.
Determinante per le indagini è stato il lavoro degli inquirenti, che hanno rinvenuto alcune impronte digitali su piatti in ceramica presenti all’interno dell’abitazione. Gli accertamenti condotti dal reparto investigazioni scientifiche hanno consentito di attribuire quelle tracce all’imputato, già noto alle forze dell’ordine.
Nel corso del procedimento è emerso anche come alcune delle bottiglie sottratte appartenessero a una collezione risalente agli anni Settanta, contribuendo ad aumentare il valore complessivo della refurtiva. Un elemento che ha avuto un peso nella valutazione finale del caso.
Il giudice, tenendo conto dei precedenti e della gravità del reato contestato, ha disposto una condanna a sette anni di reclusione, superiore rispetto alla richiesta avanzata in fase iniziale. La decisione è arrivata al termine del processo celebrato nel capoluogo.
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