varese | 2 Aprile 2026

La TIN dell’Ospedale del Ponte di Varese, eccellenza nella cura dei neonati fragili

Nel 2025 la Terapia Intensiva Neonatale varesina ha seguito 592 neonati fragili, con risultati clinici eccellenti e un approccio che mette al centro genitori e famiglia

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La Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Filippo del Ponte di Varese si conferma anche nel 2025 una realtà di eccellenza nella cura dei neonati, in particolare dei più fragili e prematuri, rappresentando un punto di riferimento per tutto il territorio.

La struttura è guidata dal professor Massimo Agosti, direttore del Dipartimento Materno Infantile di ASST Sette Laghi, ed è coordinata dalla dottoressa Angela Bossi. Un’organizzazione che unisce competenza clinica, innovazione e grande attenzione alla dimensione umana della cura.

Nel corso del 2025 sono stati registrati 2.772 nati, con 50 neonati di peso inferiore a 1.500 grammi, di cui 14 sotto i 1.100 grammi. I neonati fragili seguiti sono stati 592, tra cui 102 prematuri. Rilevanti anche i numeri legati alla complessità dell’attività: 153 trasporti neonatali e 27 interventi chirurgici maggiori.

Particolarmente significativo è l’esito clinico dei neonatali estremamente prematuri: quelli con peso inferiore ai 1.100 grammi sono stati dimessi in altissima percentuale e risultano oggi in follow-up senza patologie rilevanti. Un dato che conferma l’elevato livello dell’assistenza.

«Questi risultati dimostrano quanto sia fondamentale un lavoro di squadra altamente specializzato e continuo, sottolinea il professor Agosti. La nostra Terapia Intensiva Neonatale è un punto di riferimento non solo per la gestione dei casi complessi, ma anche per l’attenzione alla qualità della vita futura dei piccoli pazienti».

Accanto all’attività clinica, la TIN si distingue per un approccio multidisciplinare. Il dottor Davide Casella segue la riabilitazione oro-faringea, fondamentale per lo sviluppo della suzione, mentre la dottoressa Elena Bolis offre supporto psicologico ai genitori, accompagnandoli nei percorsi spesso complessi legati alla nascita prematura.

«La presa in carico del neonato fragile non può prescindere dal coinvolgimento attivo della famiglia – evidenzia la dottoressa Bossi -. Per questo abbiamo sviluppato un modello che mette al centro i genitori, rendendoli parte integrante del percorso di cura».

Importante anche il contributo dell’associazione TINCONTRO, che promuove iniziative innovative all’interno del reparto. Tra queste la musicoterapia, attiva da 15 anni e affidata alla dottoressa Barbara Sgobbi, che attraverso la musica favorisce lo sviluppo neurologico dei neonati e crea un ambiente più accogliente.

Di grande valore anche il “Progetto Matilde“, pensato per sostenere le famiglie durante le lunghe degenze, offrendo strumenti concreti per partecipare attivamente alla cura dei propri figli, anche attraverso la lettura condivisa.

Elemento distintivo della Neonatologia del Ponte è infine l’organizzazione basata sulle “Single Family Room“, che consente la presenza continua dei genitori accanto al neonato 24 ore su 24, con la possibilità per uno di loro di pernottare in stanza.

«L’umanizzazione delle cure è parte integrante dell’eccellenza clinica – conclude la dottoressa Bossi -. Creare un ambiente accogliente e sostenere i genitori significa prendersi cura davvero del neonato».

La Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale del Ponte si conferma così una realtà di riferimento, capace di coniugare risultati clinici di alto livello con una forte attenzione alla qualità della vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.

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