In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) diffonde l’ultimo rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola. Da questo emerge con chiarezza che le nostre scuole faticano ancora a garantire condizioni adeguate agli studenti che più avrebbero bisogno di ambienti sicuri e accessibili.
Nel giro di un anno, gli alunni con disabilità sono aumentati in modo significativo. Dai 321.185 dell’anno scolastico 2023/2024, siamo passati, nel 2024\2025, ai 331.124. Un incremento di quasi diecimila studenti che, però, non trova purtroppo corrispondenza in un miglioramento strutturale degli edifici scolastici.
Secondo i dati raccolti, solo il 41% delle scuole italiane può essere considerato realmente accessibile. La maggioranza degli istituti presenta ancora barriere strutturali: ascensori non idonei, servizi igienici non conformi, assenza di percorsi tattili o segnaletica visiva. Si tratta di veri e propri ostacoli, che non garantiscono una corretta quotidianità e negano l’effettivo esercizio del diritto allo studio.
Il Coordinamento riporta con attenzione lo stanziamento del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha destinato 18,6 milioni di euro all’eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole statali e paritarie.
Un passo importante, inserito nel più ampio impegno del PNRR per modernizzare e rendere più inclusivi gli ambienti educativi. Tuttavia, si sottolinea che queste risorse, pur significative, non sono sufficienti a colmare un divario che si trascina da anni e che oggi, alla luce dell’aumento costante degli studenti con disabilità, si presenta più urgente che mai.
Per questo, il Coordinamento propone di trasformare gli interventi previsti in un piano nazionale di edilizia scolastica realmente inclusiva. L’obiettivo è superare la logica delle opere frammentarie per avviare, invece, una progettazione fondata sul design universale, che renda gli spazi scolastici fruibili da chiunque senza necessità di adattamenti successivi.
Le risorse del PNRR possono diventare un’occasione per creare ambienti flessibili, attrezzati con tecnologie assistive e dotati di percorsi sicuri e accessibili, capaci di sostenere una didattica realmente partecipativa.
Accanto agli interventi strutturali, si ritiene necessario istituire un monitoraggio nazionale costante, che renda trasparente lo stato di accessibilità delle scuole e consenta di intervenire in modo tempestivo dove persistono criticità. L’inclusione deve diventare una responsabilità condivisa e sostenuta da una governance chiara e da risorse certe.
Il Coordinamento invita le istituzioni ad avviare un piano pluriennale dedicato all’accessibilità scolastica, con obiettivi concreti e tempi definiti. In un Paese che conta ogni anno un numero crescente di studenti con disabilità, non intervenire significherebbe accettare consapevolmente che migliaia di giovani vivano la scuola come luogo che li esclude invece di accoglierli.
In occasione di questa giornata, il CNDDU, attraverso il presidente Romano Pesavento, rinnova il suo impegno perché la scuola italiana diventi davvero un ambiente dove ogni studente, senza eccezioni, possa sentirsi riconosciuto, sostenuto e libero di partecipare pienamente alla vita educativa.
Il presidente conclude: «Una scuola accessibile è una scuola che rispetta i diritti umani e costruisce il futuro».
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