Verbano Cusio Ossola | 30 Agosto 2025

In val Vigezzo con lo spazzacamino: la vera storia dell’antico mestiere

La nascita della figura nel XIV secolo, le migrazioni segnate dallo sfruttamento. Il significato del raduno che ogni anno porta migliaia di visitatori a Santa Maria Maggiore per celebrare "il fumista"

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Sfilate, spettacoli e divertimento fanno da sfondo al Raduno internazionale dello spazzacamino, che ogni estate porta a Santa Maria Maggiore, in val Vigezzo, migliaia di visitatori. Ma dietro alla manifestazione promossa dall’associazione nazionale Spazzacamini insieme al Comune e alla Pro Loco di Santa Maria Maggiore (la prossima edizione è in programma dal 5 all’8 settembre), c’è anche e soprattutto il ricordo di una importante pagina di storia locale, fatta di speranza ma anche di sofferenze.

Per comprenderne il significato bisogna tornare alle origini dell’antico mestiere di fumista, nato nel XIV secolo per far fronte all’esigenza di prevenire gli incendi. Un lavoro che già a quell’epoca si diffonde in modo particolare tra le famiglie della valle piemontese, dove ancora oggi il mestiere viene ricordato e celebrato, e che su alcune carte geografiche del 1500 veniva indicata come “valle degli spazzacamini“.

Le famiglie dovevano fare i conti con la povertà, condizione che creò un fenomeno migratorio capace di segnare l’esistenza di intere generazioni di fumisti che partivano dai paesini della valle per spostarsi verso Francia, Germania, Austria e Olanda pur di lavorare e consentire alla propria famiglia di tirare avanti.

Questi fenomeni andarono incontro ad un periodo di fortuna nel XVI secolo, quando gli spazzacamini, anche grazie alla possibilità di praticare lavori più redditizi, riuscivano a tornare in valle e a iniziare una nuova vita con i soldi guadagnati all’estero. Ma tra XIX e XX secolo il mestiere attraversò un periodo nero, contraddistinto dallo sfruttamento minorile. Centinaia i bambini che durante l’inverno si separavano dai propri parenti, emigravano nel nord Europa e, fino alla primavera, accettavano la convivenza con il lato oscuro del lavoro di spazzacamino, che li esponeva ad abusi e rischi per la salute.

A Santa Maria Maggiore c’è un museo in cui le vicende storiche – qui in parte brevemente riassunte – e quelle dei protagonisti sono ricostruite in modo dettagliato attraverso materiale interattivo ma anche indumenti e oggetti d’epoca. Si chiama Museo dello spazzacamino, e si trova in piazza Risorgimento, nel cuore del borgo.

A Malesco, borgo situato a una manciata di chilometri da Santa Maria Maggiore, è invece presente un monumento che ricorda la pagina più dolorosa nella storia del mestiere di fumista. Un monumento dedicato al piccolo spazzacamino Faustino Cappini, e alla sua tragica vicenda. Faustino, originario di Re, sempre in val Vigezzo, morì fulminato all’età di 13 anni, nell’aprile del 1930, dopo aver sfiorato i fili dell’alta tensione, sporgendosi dal camino che aveva appena finito di pulire per dimostrare di aver completato il proprio lavoro.

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