Una presenza discreta e che forse in molti non notano, quella che si può trovare nella Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo a Luino, in un’urna dorata: è quella del corpo di San Felicissimo, uno dei martiri della Chiesa delle origini, come ricordato da un nostro lettore luinese, Alessandro Franzetti, che ha inviato alla nostra redazione una nota storico-culturale.
Diacono romano vissuto nel III secolo, Felicissimo fu ucciso durante la cruenta persecuzione dell’imperatore Valeriano contro i cristiani. La sua figura è strettamente legata a quella di San Lorenzo, con cui condivide il martirio e il servizio alla Chiesa di Roma sotto il pontificato di Papa Sisto II. La Chiesa celebra la memoria liturgica di San Sisto II e dei suoi compagni martiri, tra cui Felicissimo, proprio oggi, 7 agosto.
Secondo le fonti storiche, tra cui il Liber Pontificalis, – come riporta il sito www.santiebeati.it – Papa Sisto II fu eletto nel 257 e regnò per poco più di un anno, prima di subire le drammatiche conseguenze del secondo editto di Valeriano, promulgato nel 258: esso prevedeva la pena di morte per vescovi, presbiteri e diaconi, nonché la confisca dei beni ecclesiastici. Sisto II fu arrestato mentre predicava nel cimitero di San Callisto e decapitato insieme a sei dei suoi sette diaconi: Gennaro, Magno, Vincenzo, Stefano, Agapito e Felicissimo. Solo il protodiacono Lorenzo fu risparmiato momentaneamente, per poi essere martirizzato tre giorni dopo sulla via Tiburtina – il San Lorenzo che si celebra il 10 agosto, per l’appunto.
Le reliquie di San Felicissimo arrivarono a Luino negli anni Trenta del secolo scorso, grazie a una donazione del cardinale Ildefonso Schuster, allora arcivescovo di Milano. Il corpo del martire, precedentemente custodito nella chiesa di San Fedele nel capoluogo lombardo, fu trasferito nella Prepositurale luinese, dove è tuttora oggetto di venerazione.
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