Investì un sovrintendente della Squadra Mobile di Varese che con i colleghi stava svolgendo un’operazione antidroga nel rione varesino delle Bustecche, la sera del 13 gennaio scorso, e finì in manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e spaccio, visto che con sé aveva quasi trecento dosi di cocaina. L’uomo, un ventenne albanese, si trova ancora in carcere per quei fatti, e il procedimento penale a suo carico si è concluso oggi, lunedì 5 maggio, con un patteggiamento in tribunale a Varese: due anni e otto mesi di reclusione, più 4.500 euro di multa.
L’imputato, non presente in aula, ha inoltre deciso di corrispondere un risarcimento simbolico di 1.000 euro al poliziotto che – assistito dall’avvocato Daniele Pizzi – si è costituito parte civile nel procedimento, e che a causa dei danni subiti quella sera non è ancora rientrato in servizio.
Gli avvocati Alberto Zanzi e Massimiliano Carnelli, difensori dell’imputato, hanno presentato un’istanza per consentire al loro assistito di scontare la pena in detenzione domiciliare. Ma sul punto il gip Marcello Buffa, che ha accolto la richiesta di applicazione pena formulata dalle parti, ha rinviato la decisione.
La sera del 13 gennaio gli agenti della sezione narcotici della Squadra Mobile di Varese si erano avvicinati al pusher dopo averlo pedinato in un’area boschiva delle Bustecche. Il giovane, dopo aver visto gli agenti, reagì chiudendosi in macchina e ingranando la prima. La sua macchina travolse uno dei poliziotti e si schiantò contro l’auto di servizio, impiegata per bloccare sul nascere la fuga del ventenne. Il sovrintendente investito riportò diversi traumi al volto, per i quali fu in seguito sottoposto a un intervento chirurgico.
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