(di Elisa Petrocelli – www.varesenoi.it) Nuovi frontalieri, tassa sulla salute, fisco e rapporti con la Svizzera i temi al centro della conferenza stamattina di stamattina nella sede della Uil di Varese.
«Siamo molto preoccupati per una situazione ancora molto indefinita relativa al nuovo accordo tra Italia e Svizzera sui frontalieri – ha dichiarato Antonio Massafra, coordinatore territoriale Uil Varese – ci sono circa 30mila lavoratori del nostro territorio che ogni giorno varcano la frontiera. Nell’accordo stipulato con la Confederazione Elvetica non è prevista la tassa sulla salute. Noi come Uil sosteniamo i frontalieri».
Una preoccupazione condivisa anche dal sindacato elvetico Unia Ticino, intervenuto alla conferenza con il segretario generale Giangiorgio Gargantini.
«Come sindacato svizzero abbiamo una serie di preoccupazioni – ha dichiarato – in Ticino i lavoratori sono pagati il 20% in meno rispetto al resto della Svizzera. Questo dimostra che il problema non è la frontiera, ma l’utilizzo che si fa di questa. Noi, come sindacati, dobbiamo lottare contro queste disuguaglianze».
«È importante collaborare per tutelare i lavoratori frontalieri – ha aggiunto Raimondo Pancrazio, segretario generale nazionale Uil Frontalieri – questi sono aumentati, arrivando a 407mila. Non c’è, quindi, una diminuzione di questa tipologia di lavoratori dovuta alle norme fiscali. È più tutelato, com’è ovvio, chi ha un reddito basso. Abbiamo risolto il problema del telelavoro e cercato di mantenere le 45 ore. A loro, però, bisogna riconoscere l’indennità di disoccupazione e stiamo valutando di fare causa all’Inps. La questione degli assegni familiari, poi, non è ancora stata risolta. Per quanto riguarda la tassa sulla salute, non sta né in cielo, né in terra. Affronteremo tutti questi punti sul tavolo ministeriale».
«I cittadini, in questo momento, si trovano in una situazione incerta – ha dichiarato Luca Gaffuri, presidente Caf Uil Lombardia – i nuovi frontalieri dovranno pagare il saldo del 2024 e l’acconto del 2025. Difficile dire quale siano le cifre. A Varese ci sono più di duecento nuovi frontalieri. Questi potranno utilizzare tutte le detrazione come spese vita, salute e molto altro. Noi ci siamo per offrire servizi e dare loro informazioni».
«Come Uil abbiamo messo a disposizione numerosi sportelli nei territori di confine, come Besano, Lavena Ponte Tresa, Cantello ma anche a Varese – ha aggiunto Debora Pesce, responsabile Uil Frontalieri Varese – È importante dare assistenza a questi lavoratori e capire la loro situazione generale per valutare la tassazione. Le possibilità per aiutarli sono già state pensate».
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