Negli ultimi anni, con i social sempre più importanti e popolari, è capitato che siano aumentati i casi di truffe online. La truffa marketplace su Facebook, ad esempio, è una delle più comuni in rete e, anche nell’Alto Varesotto, sono state riscontrate vendite fraudolente e tentativi di phishing mirati.
Social come Facebook, Instagram, TikTok, sono ormai indispensabili nel quotidiano. Dal restare in contatto con le persone vicine all’informarsi su cosa accade nel mondo, tutto accade in quelle pagine. Anche truffe su Marketplace di Facebook, purtroppo, con conseguenze gravi per coloro che incappano nei truffatori. Le frodi online conosciute sono in aumento e, anche nell’Alto Varesotto, ci sono stati casi reali di persone che hanno subito truffe o tentativi di frode.
Un caso molto conosciuto è stato scoperto, qualche giorno fa, dalla Guardia di Finanza di Varese, Un’organizzazione criminale, attraverso prestanome e intestazioni fittizie, usava veicoli per commettere ulteriori reati. Alcune di queste auto, senza bollo, erano state inserite proprio nel marketplace di Facebook per essere vendute. La Banca d’Italia, inoltre, ha segnalato la distribuzione di videomessaggi fraudolenti che utilizzano tecniche come il deepfake per riprodurre voci di esponenti istituzionali modificando le immagini in modo artficioso. Nella provincia di Varese, nell’agosto del 2024, sono stati denunciati alcuni di questi messaggi atti a fornire dati sensibili e a effettuare pagamenti non dovuti.
Quali sono le truffe Marketplace più comuni?
Abbiamo alcuni segnali d’allarme che ci possono aiutare a fare attenzione per scoprire quali siano le truffe online più comuni. Come prima cosa è bene controllare l’account. A volte i profili usati dai truffatori sono recenti, hanno nomi insoliti e informazioni che non sono complete. Bene sempre verificare la data di creazione dell’account. Un’altra cosa che capita spesso è che vengano inviati messaggi con errori grammaticali, con frasi incoerenti o un uso eccessivo di maiuscole.
Anche i link abbreviati o con domini non riconoscibili sono sospetti così come le richieste di informazioni sensibili. Nessuna azienda o banca chiederà mai informazioni tramite messaggio su Facebook. Diffidiamo anche da coloro che richiedono il bonifico istantaneo perché non può essere fermato in alcun modo. Questo tipo di truffa è ultimo in ordine di tempo ma sta mietendo un bel po’ di vittime, soprattutto nei mercatini online.
Come fare per non incappare in situazioni spiacevoli
Non è facile accorgersi di essere truffati, soprattutto in un periodo storico come questo in cui l’intelligenza artificiale è in grado di creare pagine e situazioni decisamente verosimili. Il consiglio più grande, quello più sincero, è darsi tempo, cioè essere diffidenti. Se ci arriva una mail da parte della nostra banca sinceriamoci, anche con una semplice telefonata che la banca abbia, effettivamente, richiesto quel tipo di informazioni.
Stessa cosa con i falsi acquirenti su Marketplace. Se vediamo un prezzo troppo vantaggioso per un prodotto, è probabile che quel prodotto non sia in vendita, che sia uno specchietto per le allodole. Controlliamo, allora, chi sia il profilo, da quanto tempo è su Facebook, se ci sembra essere una persona reale. E, solo dopo aver fatto varie verifiche, facciamo domande, leggiamo recensioni di altri clienti, insomma non diamo i soldi senza essere sicuri che il prodotto e questa persona siano esistenti.
Se, comunque, le cose non dovessero andare bene, abbiamo un’arma molto preziosa: la Polizia Postale. C’è un form apposito sul sito della Polizia che ci permette di segnalare qualunque attività sospetta noi possiamo riscontrare in rete. Ovviamente si tratta di un primo approccio, poi la denuncia andrà fatta negli uffici competenti ma è un modo per sentirsi meno abbandonati, più sicuri, più protetti.
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