L’attuale era digitale si basa molto sullo sviluppo di strumenti che entrano a fondo con il loro agire in diversi campi di applicazione. Il caso emblematico è quello rappresentato dall’Intelligenza Artificiale: un elemento trasversale in grado di adattarsi a svariati contesti, ciascuno diverso dall’altro, ma con eguale efficacia.
Basti pensare alla pubblica amministrazione, alla tecnologia, all’informatica, o ancora al marketing e pubblicità per capire quanto l’IA abbia rivoluzionato questi settori. In questo caso focalizzeremo l’attenzione sulla fotografia: come si evolverà tale mondo professionale e amatoriale con l’integrazione ed implementazione dell’Intelligenza Artificiale.
Una rassegna completa dalle digitografie ai processi di deep learning e machine learning, passando per la stampa e modifiche delle foto con l’IA e i rischi che essa comporta.
Le digitografie
Uno dei primi esempi di commistione tra Intelligenza Artificiale e fotografia è incarnato dalle digitografie. Si tratta di scatti elaborati dall’IA che tra le altre cose è in grado di apprendere processi di sviluppo di immagini e contenuti multimediali.
Questa componente generativa dell’Intelligenza Artificiale risulta essenziale in contesti di applicazione come il marketing, la pubblicità (nelle sue diverse declinazioni mediali) e di conseguenza nel mondo ampio del visivo dove uno strumento centrale è per l’appunto la fotografia.
L’interpretazione del vissuto mediante l’obbiettivo di una macchina fotografica è qualcosa di difficilmente replicabile poiché coinvolgente anche l’occhio umano. Ma nel caso delle digitografie esso viene replicato con una certa somiglianza ed aderenza.
Deep learning e machine learning nella fotografia
Passiamo ora ad un altro aspetto essenziale da comprendere quando si parla di utilizzo dell’IA nel campo fotografico. Si parla in tal senso di machine learning e deep learning quali capacità dell’Intelligenza Artificiale di apprendere a fondo processi riproduttivi.
La qualità degli scatti ad esempio dei nostri smartphone, o tablet, è tale proprio perché dietro vi è l’elaborazione attraverso i due procedimenti sopra menzionati. Una fotografia computazionale che dunque è di pari livello a quella tradizionale, con altissimi standard di riproduzione visiva della realtà.
Le macchine ed apparecchiature che impressionano la pellicola oggigiorno vertono proprio sull’integrazione degli algoritmi dell’IA per restituire uno standard sempre più elevato di resa fotografica. Ecco dunque che si crea quella commistione di cui sopra che al momento non ha eguali.
Miglioramenti e modifiche delle foto con l’IA
Parlando di evoluzione fotografica tramite IA non si può poi non parlare della parte inerente alla modifica e miglioria degli scatti. Essa avviene proprio attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale, che si serve di determinati programmi e software appositamente studiati per l’analisi di difetti, errori e problematiche visive presenti nelle immagini.
Occhi rossi, fuori fuoco, disallineamento dei soggetti immortalati, e cosi via: tutto rientra nell’analisi dell’IA che poi corregge e colma queste lacune con un risultato finale fotografico davvero impeccabile. Quindi si può parlare di una foto 2.0 rispetto a quella tradizionalmente riconosciuta, che ad oggi non può fare a meno dell’implementazione dell’IA.
La stampa delle foto e l’Intelligenza Artificiale
Il mondo dell’intelligenza artificiale è sempre in evoluzione e, per questo, è necessario distinguersi anche riportando un po’ di vintage, come lo stampare foto utilizzando siti ad hoc come cewe.it. La stampa è uno step altrettanto importante quanto quelli che portano allo sviluppo dello scatto.
Ecco perché l’impiego dell’IA può venire in soccorso nel momento della messa su carta della fotografia. In che modo? Beh, attraverso la correzione preventiva di errori come quelli riportati nel paragrafo precedente, cosi da non vanificare una stampa a vuoto. O ancora mediante il giusto settaggio cromatico, luminoso, e di altri parametri fondamentali quando si tratta di stampa.
Insomma, l’IA ha una vastità di frecce al proprio arco per essere indispensabile anche in un settore specifico come quello degli scatti, professionali o amatoriali che siano. La chiusura al suo utilizzo solo per evitare problematiche di sorta non ha senso, dal momento che il prossimo futuro dà tutta l’impressione di volersi basare sempre di più sullo sviluppo digitale e tecnologico dell’Intelligenza Artificiale.
In fase di premessa abbiamo parlato di P.A., marketing, comunicazione, pubblicità e moltissimi altri rami attraversati dall’IA. Basta questo per capire il grado di fondatezza e centralità che sta assumendo in modo sempre crescente questo strumento.
IA generativa nelle foto e possibili rischi
Quando si tocca la tematica dell’Intelligenza Artificiale solitamente si opera una prima distinzione tra IA generativa e tradizionale. L’una si distingue dall’altra per la capacità di apprendimento e deduzione, che rende autonomo lo strumento tecnologico in questione.
Ebbene, anche nel campo fotografico è entrata in scivolata l’IA rivoluzionando come spesso accade il contesto in cui essa si cala. Del resto la rapidità evolutiva e di sviluppo dei processi multimediali e computazionali le garantiscono una facile aderenza a qualsivoglia mondo che sostanzia la nostra esistenza.
Ecco dunque che l’Intelligenza Artificiale va a migliorare da un lato la foto per i motivi già menzionati in precedenza; ma dall’altra si costituisce anche come un fattore di possibile disturbo alla crescita professionale dei profili attinenti in questa fattispecie alla fotografia.
L’automazione va a rimpiazzare l’individuo e le sue competenze, o esperienze, vanificandole quasi del tutto. Una minaccia che si riscontra anche in altri campi lavorativi, dove l’uomo si sente in difetto rispetto alla macchina. Un problema che affonda le sue origini ben più addietro, già con l’avvento del computer e poi quello successivo della rete.
Ora è il momento dell’IA, quale step ulteriore di evoluzione dell’esistenza virtuale parallela a quella reale attuale. Due binari che procedono di pari passi e che necessitano di migliorie costanti per sopravvivere. Il rischio a questo punto è che l’uno possa fagocitare l’altro, annullandolo del tutto e completando il passaggio definitivo dall’analogico al digitale.
Ne consegue che strumenti come l’Intelligenza Artificiale devono essere gestiti al meglio per non prendere il sopravvento. Strumenti che devono essere utili al miglioramento della condizione umana ma che devono rimanere tali e non minacciarne l’esistenza.
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