Ieri, giovedì 21 novembre, cinquecento bambini delle Scuole Primarie dell’ICS “Bernardino Luini” sono entrati al Teatro Sociale di Luino nell’ambito del laboratorio “Guardiamo un Film” del progetto “Trame di Periferia”, promosso dall’associazione 3 Elle Ets, per assistere a una proiezione pensata non soltanto come momento di svago, ma come occasione di riflessione.
A ideare il progetto è stata proprio Sarah Maestri, attrice luinese e presidente fondatrice dell’associazione, nata nel 2013. Maestri era presente in sala e ha accompagnato la proiezione conducendo il dibattito con i bambini delle classi terze, quarte e quinte provenienti dai plessi di Luino, Motte, Creva, Voldomino, Maccagno e Dumenza.
Per la Maestri, il rapporto con il cinema non passa quindi soltanto dal lavoro di attrice, ma anche dalla possibilità di utilizzare lo strumento cinematografico come occasione educativa. È proprio da questo incontro tra cinema ed educazione che nasce il lavoro di 3 Elle Ets, che si occupa di contrastare la povertà educativa attraverso attività socio-educative rivolte soprattutto ai giovani più fragili e vulnerabili. L’obiettivo è quello di rafforzare quella che viene definita «comunità educante», creando intorno ai bambini e ai ragazzi una rete capace di accompagnarne la crescita e di favorire l’accesso alle opportunità culturali.
“Trame di Periferia” porta questa idea oltre i confini locali: il progetto coinvolge infatti oltre 3.000 bambini e tre diverse aree geografiche, Luino e il suo CAP, Milano Corvetto e Modica, con l’intento di mettere in relazione educazione, territorio e tutela dell’ambiente. Il progetto è finanziato dal Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura, con il contributo non condizionante di Chiesi Italia S.p.A.
A Luino i bambini hanno assistito a “Mavka e la foresta incantata”, film d’animazione ucraino diretto da Oleh Malamuzh e Oleksandra Ruban e uscito nel 2023. La storia è quella di Mavka, spirito della foresta incaricato di proteggerne il cuore, che si innamora di Lukas, un giovane musicista umano. Il loro incontro mette in discussione la separazione tra i due mondi e porta Mavka a confrontarsi con una scelta tra l’amore e il proprio dovere di custode della foresta.
Dietro la fiaba, però, ci sono temi tutt’altro che lontani dalla realtà. La paura della guerra, la distruzione dell’ambiente, la biodiversità e la possibilità di superare un conflitto attraverso l’incontro attraversano la storia di Mavka. Il film è tratto da Il canto della foresta, opera della poetessa ucraina Lesja Ukrainka, e porta sullo schermo elementi della mitologia e della tradizione culturale ucraina.
È significativo, inoltre, che questo film sia arrivato nelle sale italiane proprio dopo essere stato completato in Ucraina durante l’invasione russa. La sua storia fantastica finisce così per assumere un significato più profondo: una foresta da difendere, due comunità separate dall’ostilità, un conflitto che può essere superato soltanto quando si torna a riconoscere nell’altro qualcuno con cui è possibile entrare in relazione.
Per i bambini presenti al Teatro Sociale, tuttavia, tutto questo è partito da qualcosa di molto semplice: sedersi insieme davanti a un film e poi parlarne. È forse questo uno degli aspetti più interessanti di un progetto come “Trame di Periferia”: non limitarsi a portare il cinema nelle scuole o i bambini al cinema, ma utilizzare ciò che accade sullo schermo come punto di partenza per fare domande. Che cosa significa proteggere un luogo? Perché una foresta può diventare importante quanto una persona? E perché due mondi che si considerano nemici dovrebbero provare ad ascoltarsi?
Il cinema, in questo caso, non offre necessariamente risposte già confezionate. Offre piuttosto un’immagine dalla quale cominciare a parlare. E per quei cinquecento bambini, alcuni dei quali entravano per la prima volta in una sala cinematografica, anche questa può essere una forma concreta di educazione alla cultura.
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