Società | 14 Giugno 2024

Euro 2024, Italia: le convocazioni più sorprendenti di Spalletti

Solo nelle ultime amichevoli, contro nazionali dal livello non eccelso, l’attuale c.t. ha provato a inserire qualcosa di “suo”, con risultati non sempre soddisfacenti

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Sono passati solo tre anni dal trionfo di Wembley, quando gli Azzurri vinsero, a distanza di 61 anni, il secondo Europeo dalla propria storia. Eppure, n’è passata dell’acqua sotto i ponti. Basti pensare, ad esempio, alla guida tecnica, passata da Roberto Mancini a Luciano Spalletti, con un vespaio di polemiche che hanno accompagnato l’uscita di scena dell’allenatore marchigiano.

Anche la maggior parte dei giocatori sono cambiati: sono solo nove (Donnarumma, Meret, Di Lorenzo, Bastoni, Barella, Cristante, Jorginho, Chiesa e Raspadori) i giocatori “Campioni d’Europa” che prenderanno parte a Euro 2024. La manifestazione continentale si annuncia alquanto combattuta e l’Italia non parte col ruolo di favorita, come si nota anche nelle ultime statistiche della sezione delle scommesse sul calcio di Betway che tra l’altro ha creato una serie di guide ad hoc per i tifosi che si recheranno in Germani, guide presenti in questo articolo che rimandano a ogni città scelta per l’Europeo.

Il compito di Luciano Spalletti, quindi, sarà certamente arduo, anche perché il tempo avuto a disposizione per poter incidere è stato fin qui poco. Arrivato sulla panchina in un momento in cui la qualificazione agli Europei era tutt’altro che in cassaforte, il tecnico di Certaldo ha giustamente badato al sodo, cercando di ottenere il pass per la kermesse tedesca senza badare troppo all’estetica. Solo nelle ultime amichevoli, contro nazionali dal livello non eccelso, l’attuale c.t. ha provato a inserire qualcosa di “suo”, con risultati non sempre soddisfacenti.

Nicolò Fagioli

Le convocazioni, come al solito, hanno scatenato un piccolo vespaio di polemiche, complice l’inclusione di alcuni giocatori e l’esclusione di altri. Il nome più dibattuto è stato, senza alcun dubbio, quello di Nicolò Fagioli, centrocampista della Juventus tornato all’attività agonistica solo nelle ultime settimane dopo una squalifica di sette mesi. La vicenda è nota a tutti.

Il calciatore piacentino ha commesso una leggerezza, violando quanto previsto dal codice sportivo. Ha scontato la pena, ha ammesso i propri errori ed è tornato a vestire la maglia della Juventus in campionato. Spalletti ha deciso, quindi, di offrirgli questa chance in maglia azzurra, che aveva già vestito in precedenza sotto la gestione Mancini.

Una decisione che molti criticano, dato che il calciatore è rimasto di fatto fermo tutta la stagione, ma che il tecnico di Certaldo ha giustificato in chiave squisitamente tecnico-tattica: secondo il nostro c.t., il bianconero è in grado di offrire maggiore estro e fantasia al centrocampo azzurro. Le doti tecniche dell’emiliano sono sicuramente ottime, come ben sanno sia i tifosi grigiorossi che quelli bianconeri. La scelta di Spalletti si rivelerà azzeccata? Al rettangolo verde spetta l’ardua sentenza.

Michael Folorunsho

L’altra convocazione a sorpresa è stata quella di Michael Folorunsho, reduce da una stagione superba con la maglia del Verona. Certo, il centrocampista romano era stato già convocato per la breve tournée oltreoceano del mese di marzo, quando la nazionale disputò due amichevoli contro Ecuador e Venezuela. Ma in pochi si sarebbero immaginati di vederlo inserito nella lista dei 26 azzurri di Euro 2024.

Spalletti, però, ben conosce il giocatore, che ha potuto allenare, seppur per un breve periodo, durante qualche ritiro estivo quando era tecnico del Napoli. Dopo le ottime annate in Serie B, dove fece molto bene soprattutto con le maglie di Reggina e Bari, Folorunsho ha disputato un’eccellente stagione nell’Hellas, esibendo una duttilità tattica con pochi eguali nella massima serie.

L’ex calciatore del Pordenone ha sfoderato ottime prestazioni in ogni circostanza, indipendentemente dal fatto di agire da mediano o trequartista, piuttosto che mezzala o, come capitato di rado, addirittura da “falso nueve”. Un tecnico pragmatico e preparato come Marco Baroni, che lo aveva avuto alla proprie dipendenze anche durante l’avventura a Reggio Calabria, ha esaltato al meglio le doti di Michael. E Spalletti, prima, e Conte, poi, sono pronti a raccoglierne i frutti.

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