Palazzo Verbania ha ospitato, domenica 2 giugno, il Battesimo civico dei diciottenni di Luino, a cui è stata consegnata una copia della Costituzione per simboleggiare il loro ingresso nella vita pubblica della città.
A rendere ancora più speciale questo importante momento istituzionale organizzato dalla vicesindaca Antonella Sonnessa, la presenza del luogotenente Cristiano Parafioriti della Guardia di Finanza di Luino, il luogotenente Roberto Notturno, comandante della Stazione Carabinieri di Luino, il vicecomandante della Polizia locale di Luino Giovanni Buscetta e la dottoressa Mara Sist, responsabile del Pronto soccorso di Luino.
Presenti anche Greta Turnone, giovane sindaca del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi, la presidente dell’AVIS Luino Laura Berutti e i consiglieri della Croce Rossa Italiana di Luino e Valli Michael Perri e Sonia Curtarelli.
Da Palermo, inoltre, è giunta a Luino anche una talea dell’Albero Falcone di via Notarbartolo, dove si trova la casa del giudice e della moglie Francesca Morvillo assassinati dalla mafia nel 1992 nella strage di Capaci: un simbolo di legalità che verrà posto all’ingresso del Comune.
«Abbiamo voluto festeggiare il Battesimo Civico insieme alla festa della nostra Repubblica perché sono intimamente collegati – commenta la vicesindaca Antonella Sonnessa – Basti pensare che le donne italiane andarono a votare per la prima volta proprio il 2 giugno 1946. Quest’anno ci è stata anche consegnata la talea dell’albero del dottor Falcone, accolta in Sala Reale da un lungo e caloroso applauso. L’emozione è stata tanta. Ringrazio tutti i relatori che con me si sono avvicendati e che hanno fornito spunti di riflessione per tutti i presenti».
«Credo che momenti come questi siano indispensabili in una comunità, ho cercato di trasmettere ai giovani che allora non erano ancora nati, che cosa sono stati per la mia generazione quei mesi terribili nei quali uomini e donne dello Stato sono stati uccisi barbaramente nel compimento del loro dovere – conclude – Ho voluto dare un’immagine anche umana dei due magistrati, portando una papera di ceramica: il dottor Falcone era un collezionista di papere e le teneva nel suo ufficio in Tribunale, il dottor Borsellino gliele nascondeva e chiedeva un riscatto di poche lire. Scherzavano tra di loro, come nella bellissima immagine che era esposta a Palazzo Verbania e che tutti conosciamo».
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