Maccagno con Pino e Veddasca | 25 Maggio 2024

“Noi della Veddasca”, cinque secoli di emigrazione e successi in tutto il mondo

Il volume, scritto da Nadia Zanelli e Renzo Fazio, verrà presentato domani pomeriggio, alle ore 16.30, presso il Civico Museo "Parisi Valle", tra aneddoti, scoop storici e intrecci

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Quattro anni di ricerche, studio, consultazioni e viaggi nel nord Italia, dalla Veddasca fino ad arrivare anche alla Liguria, con l’obiettivo di ricostruire cinque secoli di emigrazione e successi e realizzare il volume “Noi della Veddasca”.

Questo è quanto è stato pubblicato negli scorsi giorni da Nadia Zanelli e Renzo Fazio, che domani pomeriggio, dalle ore 16.30, presenteranno questo nuovo libro, ricco di scoop storici, aneddoti e intrecci geografici e relazionali, presso il Civico Museo “Parisi Valle” di Maccagno con Pino e Veddasca, introdotti dallo storico Federico Crimi.

«La cornice di questo volume è la Valle Veddasca, protagonista in uno degli eventi tra i più radicati e complessi – si legge nell’introduzione a cura di Federico Crimi -: l’emigrazione che non solo ha costituito, negli anni, un fenomeno strutturale ma anche perché alcuni figli di questa terra, grazie al loro ingegno e alle loro fatiche, hanno saputo realizzare grandi successi. Per capire meglio le ragioni che hanno portato a questo processo è necessario tuttavia conoscere la sua conformazione naturale.

[…] Questo volume nasce grazie al ritrovamento di alcune fotografie di Lina Pugni, gelosamente conservate per tutta la vita da Marina Sartorio, mamma di Renzo, che ha risvegliato in noi la curiosità di ricostruire la storia di questa famiglia. Una volta individuata la professione del nonno di Lina, si è però accesa anche la voglia di approfondire le vicende di altri figli di una valle che ha espresso l’esperienza creativa di alcune figure di grande interesse, ma anche di altre rimaste ancora nell’ombra, meritevoli di essere conosciute.

Ci siamo così trovati ad indagare su cinquecento anni di emigrazione e non è stato sempre facile ricostruire le varie realtà e rintracciare le opere realizzate, soprattutto negli edifici privati poiché spesso mancavano notizie o documenti. La ricerca si è quindi basata sulla consultazione sia di atti privati che pubblici, tra cui quella dei notai. In assenza di altre fonti, indispensabili sono stati i giornali e i siti web che ci hanno fornito utili informazioni.

In alcuni casi sono stati invece fondamentali i testamenti perché ci hanno permesso di comprendere un ampio aspetto della vita sociale, dei rapporti familiari e della devozione personale. Spulciando tra i vari nominativi è stato tuttavia facile imbattersi in dinastie familiari in cui, nel corso di alcune generazioni, si sono tramandati gli stessi nomi di battesimo. Si è cercato, quindi, di non smarrirsi tra i vari omonimi.

Dalle pagine seguenti, oltre alla centralità dell’edilizia, emergeranno anche il senso della vita, vicissitudini familiari, le mete, i mestieri, le curiosità, i racconti orali tramandati nel tempo, la professionalità, la coesione, la fatica e l’ingegno di Noi della Veddasca.

Elementi che affiorano con forza anche da chi, prima di noi, negli anni passati, ha affrontato il tema dell’emigrazione dalle nostre valli e, in tempi più recenti, da Francesco Parnisari che ha raccolto una ricca documentazione inedita sulle migrazioni di mestiere e che è stato un buon punto d’avvio per la nostra ricerca.

I documenti esposti in queste pagine sono ovviamente insufficienti a delineare con precisione il fenomeno migratorio e i suoi sviluppi, la ricerca può sempre arricchirsi con l’acquisizione di nuove fonti da indagare, in una prospettiva sempre più ampia. Confidiamo pertanto che i nostri «frammenti di storie», portino ad un rinnovato interesse per le fonti d’archivio.

Presentando i risultati di questo lavoro, desideriamo ringraziare tutti coloro che ci hanno seguito e supportato nel progetto e, in particolare Mariagrazia Bergamini, Carla Catenazzi, Federico Crimi, Antonio Madeddu, Fabio Passera, Norberto Piazza, Gianpietro e Graziella Pugni, Roberto Sabadei, Michela, Rosalba, Rosanna e Pierangelo Sartorio, Thomas Schiessl, Renate Schneider, Claudio Terzi, Elsa Zandonella.

Ringraziamo inoltre il personale degli archivi storici, dei comuni, delle biblioteche, del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, del Civico Liceo Musicale Riccardo Malipiero di Varese e i parroci che ci hanno consentito l’accesso ai rispettivi archivi parrocchiali, Il Corriere del Verbano, il Gruppo Facebook Cimitero Monumentale Foce di Sanremo Un grazie di cuore va a Alessia Filiti, per la pazienza con cui ha letto i vari capitoli.

Uno speciale ringraziamento infine a Marina Perozzi per aver suggerito la formazione di questa inedita coppia di autori: pur non conoscendoci precedentemente, ben presto ci siamo ritrovati accumunati dalla medesima passione per la ricerca e l’affetto verso la valle di una parte dei nostri avi».

Al termine della presentazione, aperitivo in Museo a cura di Alessandro Fazio.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com