(di M.C. – www.varesenoi.it) Un suono simile all’altro, qualcosa che vaga nell’aria e colpisce, ci obbliga a pensare e a scavare dentro noi stessi, a vedere e ascoltare ciò che in apparenza non c’è, ma possiamo immaginare con gli occhi della mente. Le sculture di Giulia Bonora sono frammenti di universo, schegge di meteoriti, ritrovamenti archeologici, schizzi di pensiero, e alla fine si fanno forma e colore, scomparendo ai radar ma apparendo a noi come alieni intelligenti.
Non è solito che delle ceramiche vadano in rima con disegni che evocano lontani silenzi e paesaggi nirvanici, ma Debora Fella, pittrice milanese di estrema sensibilità, “tocca” la carta con delicatezza da pianista restituendoci un mondo sospeso, nature morte con echi dichiaratamente morandiani, alberi e fiori rarefatti come pulviscolo, e dialogando con le sculture in un tempo assorto e lontano.
“Assonanze” è infatti il titolo della mostra delle due artiste, in programma alla galleria Ghiggini 1822, in via Albuzzi 17 a Varese, a partire da sabato 9 marzo (inaugurazione alle ore 17,30. Fino al 20 aprile 2024. Orari: mercoledì – sabato, 10 – 12,30 e 16 -19. Sabato 23 marzo presentazione del catalogo con le artiste e Anna De Pietri, autrice del testo critico).
Giulia Bonora, 26 anni, cunardese, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera e si è formata come artigiana ceramista grazie al lavoro in bottega – ha collaborato a lungo con le ceramiche “Ibis” di Cunardo – tanto da conoscere a perfezione modellazione, forgiatura, colaggio, smaltatura, decorazione con smalti, ingobbi e ossidi. Da Ghiggini presenta una serie di vasi-sculture dai colori pastello, simbolo di tracce di vita ritrovate e ricomposte.
«Le sue sculture paiono cristallizzare i rapporti in architetture emotive, fette di frammenti interiori che trovano concretezza, superficie e volume», scrive De Pietri. «Debora Fella, invece, ci ricorda che il mondo esige nuove prospettive, ama il cambiamento e rifugge dal misero giudizio. Lo fa con un tocco grafico evocativo, un disegno istintivo, che mostra l’essenza di paesaggi ed elementi naturali che emergono dalla carta e dalla tela come miracoli rivelati».
Una mostra da un lato minimalista, dall’altro un’esca per la curiosità e la riflessione, l’espressione di due giovani artiste ricche di talento e fantasia, capaci di parlarsi attraverso l’infinito linguaggio della passione.
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