Il modo migliore per ricordare Carlo Petrolo, il 52enne deceduto domenica scorsa dopo l’incidente avvenuto in un campo di Porto Valtravaglia, dove l’uomo è stato schiacciato dal suo trattore, è portare avanti i suoi sogni di bene, la sua passione per il territorio in cui viveva.
Un concetto che don Luca Ciotti, parroco di Porto Valtravaglia, il paese di cui era originario il 52enne, ha ripreso più volte durante la cerimonia funebre che si è tenuta nel pomeriggio oggi, mercoledì 7 febbraio, nella chiesetta di Ticinallo.
Centinaia i presenti all’esterno della piccola chiesa per l’ultimo saluto a Carlo, che aveva lasciato il mondo dell’informatica per specializzarsi nel campo delle segherie mobili, dove da anni era considerato un punto di riferimento, nell’alto Varesotto così come in Canton Ticino, dove ha sede la sua impresa a conduzione familiare, e dove ogni giorno, grazie al lavoro svolto con appositi macchinari, la legna destinata allo smaltimento viene valorizzata e trasformata in qualcosa di utile.
E’ dal lavoro di Carlo e dalla passione che metteva nella sua attività quotidiana, che bisogna ripartire per superare lo sconforto e la sofferenza. Questo il messaggio che don Ciotti ha rivolto a parenti e amici dell’uomo: «Non sarà facile rimettersi in cammino, ma questo non deve essere un momento fatto solo di dolore. Raccogliamo l’esempio di Carlo per essere solidali con la terra. Il dono del suo passaggio è una responsabilità da non lasciar cadere».
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