Alto Varesotto | 3 Febbraio 2024

Rifiuti abbandonati sulle strade dell’alto Varesotto: «Gli incivili distruggono e propagano il peggio»

È l’assessore all’Ecologia della Comunità Montana Valli del Verbano Ballardin a intervenire sul tema dopo l’ennesimo episodio: «È il momento di reagire a questo fenomeno, serve l’impegno di tutti»

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Maccagno, Luino, Cittiglio, Cadegliano Viconago, ma anche Casalzuigno e Brenta (come dimostra l’immagine di copertina scattata solo poche ore fa): sono numerosi i paesi – e gli amministratori locali – che si ritrovano a lottare contro l’inciviltà di alcuni dei loro concittadini o di quelli dei centri limitrofi, colpevoli di abbandoni indiscriminati di rifiuti in aree pubbliche, sia in centro che lungo le strade statali o provinciali.

Un problema che affligge da tempo non solo l’alto Varesotto, ma tutta la provincia e molte parti d’Italia, come sottolinea anche l’assessore all’Ecologia della Comunità Montana Valli del Verbano e sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin.

«Non basta l’esistenza di un sistema di raccolta differenziata porta a porta. Non basta la presenza di centri di raccolta dove poter portare, di fatto, qualsiasi tipo di rifiuto, con l’unica eccezione di alcuni materiali edili come l’amianto, il cartongesso o la gomma catramata. Né sembra bastare un servizio di raccolta domiciliare di rifiuti ingombranti – afferma Ballardin – Ogni anno su tutto il territorio della Comunità Montana e della Provincia viene abbandonata una quantità elevata di rifiuti».

Si tratta di materiali di diversa natura, elenca l’assessore dell’ente montano: quelli edili, compreso l’amianto, gli elettrodomestici, gli pneumatici, ma anche vetro e plastiche in varie forme che vengono depositati nei luoghi più disparati, lungo le strade, nei campi, anche ai margini di quelli coltivati, all’interno di fossi o lungo le sponde dei corsi d’acqua e in mezzo ai boschi. «Una pratica disgustosa, una vera e propria piaga diffusa ovunque», chiosa.

Duplice «il danno che chi abbandona rifiuti procura alla collettività, cioè a tutti noi», commenta Ballardin evidenziando come, prima di tutto, azioni del genere deturpino profondamente l’ambiente sia dal punto di vista estetico – contribuendo al degrado anche delle zone turistiche – sia da quello della salute.

«Chi di noi – si domanda il primo cittadino di Brenta – non continua a vedere rifiuti lungo strade, campi, parcheggi, boschi, parchi, fiumi, fossati e spiagge? Rifiuti che rimangono nei suoli e viaggiano per fiumi fino al mare. Materiali inquinanti come batterie d’auto o vernici e solventi, gasolio e residui di lavorazione delle aziende, gettati in zone sensibili, ad esempio caratterizzate da falde acquifere non troppo profonde, rischiano di causare conseguenze gravissime e permanenti».

Ma l’altro danno generato dall’abbandono dei rifiuti è uno forse meno noto alla cittadinanza, ma altrettanto importante: il costo di bonifica.

«Intervenire dove hanno agito questi delinquenti comporta delle spese, spesso elevate, e sicuramente superiori a quanto servirebbe per trattare correttamente i rifiuti secondo la filiera che fortunatamente la maggior parte dei cittadini rispetta – spiega Ballardin – Costi extra che, purtroppo, ricadono su tutti. Soldi di tutti, che potrebbero venire impiegati in modo più costruttivo».

«Purtroppo con il perdurare di questa situazione a farne le spese non sono solo la bellezza e l’immagine del nostro Paese del territorio in cui viviamo, ma soprattutto la nostra salute, quella dell’ambiente e quella della biodiversità. È arrivato il momento di reagire – è l’appello finale di Ballardin – diffondendo nella comunità la consapevolezza che abbandonare rifiuti è un gesto molto grave e serve l’impegno di tutti per debellare questa pratica incivile. Un semplice gesto di attenzione che chiede a tutti noi di “non voltarsi dall’altra parte” e che può essere di aiuto nel contrasto ad un fenomeno indegno di una società civile».

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