Truffe telefoniche, come quella del “falso parente“, dell’incidente, di falsi carabinieri e poliziotti o finti operatori di società energetiche. Truffe che arrivano anche tramite i messaggi che, come sta capitando in questi giorni anche nella zona del Varesotto, invitano la malcapitata vittima a contattare un numero spacciato come quello nuovo del proprio figlio o nipote.
Gli esempi sono numerosi e sempre più fantasiosi, quanto i metodi escogitati dai malviventi per ingannare le persone, specialmente quelle più anziane o fragili, e sottrarre loro preziosi o importanti somme di denaro.
In qualche caso, purtroppo, alcuni colpi sono anche andati a segno, con le vittime che hanno consegnato anche diverse migliaia di euro ai malfattori, come nel caso di un cittadino luinese che, di recente, ha dato ai truffatori oro e denaro per un valore di oltre duemila euro.
Ecco perché, sul territorio, sono sempre di più le iniziative messe in atto dalle forze dell’ordine o dalle amministrazioni locali volte a formare sia gli stessi anziani, ma anche tutti i cittadini – che possono supportare i propri parenti o vicini di casa più fragili – sui comportamenti da adottare nel caso ci si venga a trovare in situazioni di questo genere e su quali sono le varie tipologie di truffa in cui si può incappare.
Anche quelle portate avanti dai carabinieri della Compagnia di Luino in questi anni, su questo tema, sono state numerose e tale aspetto preventivo rimane un punto fermo delle loro attività: non a caso, sia nello scorso weekend che in questo, in collaborazione con il parroco don Daniele Bai, il comandante della Stazione luinese dell’Arma, il Luogotenente Roberto Notturno, è intervenuto e interverrà durante le messe, come ieri pomeriggio al Santuario del Carmine, proprio per rivolgersi direttamente ai cittadini presenti in chiesa e sensibilizzarli.
«C’è un aumento preoccupante di truffe perpetrate da individui che si spacciano per carabinieri e telefonano chiedendo denaro o preziosi per pagare la scarcerazione di un parente, oppure di finti tecnici che, con la scusa dell’acqua contaminata, chiedono di fare alcuni controlli invitando le persone a mettere soldi e preziosi in frigo per poi appropriarsene – ha spiegato Notturno – Oppure ancora arrivano finti messaggi da un “familiare” che perde il telefono e chiede soldi per uno nuovo».
«Vi invito a diffondere queste informazioni ai vostri cari e a verificare sempre l’identità di chi vi chiama – ha concluso il luogotenente – Non divulgate informazioni personali e sensibili e, in caso di necessità o di dubbi sulle persone che vi stanno contattando, chiamate subito il 112».
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