Germignaga | 24 Dicembre 2023

Germignaga, chiesa di San Giovanni: in primavera il restauro dell’affresco

Quasi terminata la prima parte di lavori sulla facciata dell'edificio, tra pulizia e rifacimento dell'intonaco. Poi toccherà all'opera ritrovata nel 2022. «Ci sono dettagli ancora da scoprire»

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Sono passati due anni da quando l’associazione culturale Ra Fiùmm ha iniziato a muovere i primi passi per studiare il restauro dell’antica Chiesa di San Giovanni Battista a Germignaga, prima ancora della sensazionale scoperta fatta nell’estate del 2022 con il ritrovamento di un affresco raffigurante la Madonna di Loreto, e risalente al 1500, dietro una nicchia sulla facciata dell’edificio.

Oggi quella stessa facciata gode dei benefici dovuti ai lavori finanziati dall’associazione germignaghese: pulizia delle parti in pietra che erano annerite e ricoperte di muschio, rimozione della ruggine, rifacimento dell’intonaco, recupero del colore originario del portone di ingresso e manutenzione della finestra serliana, così chiamata in onore dell’architetto Sebastiano Serlio, nativo di Bologna, che con le sue scelte stilistiche influenzò importanti progettisti a partire dai primi decenni del 1700.

La finestra è «uno degli aspetti architettonici più interessanti della chiesa», sottolinea lo storico locale Renzo Fazio, che ha seguito da vicino lo svolgimento delle delicate opere di restauro affidate a due esperti: Lorenza Nesti e Claudio Veschetti. «La prima parte dei lavori è quasi ultimata – aggiunge Fazio – restano dei piccoli ritocchi. In primavera inizierà la parte di restauro dedicata all’affresco, che ora non può essere eseguita per via del freddo».

I tecnici chiuderanno il cantiere invernale lavorando ancora sulla pulizia del portone risalente al quindicesimo secolo, e sul quale – tornando agli elementi d’interesse – c’è un antico catenaccio fatto a mano. «E’ della stessa epoca del portone, e merita di essere mantenuto così com’è», afferma Fazio. L’analisi degli strati di vernice sul manufatto ha condotto all’epoca della sua creazione, che è stata inoltre al centro di ricerche fatte dallo stesso Fazio annotando i punti in comune tra il catenaccio della Chiesa di San Giovanni e quelli presenti alla Chiesa di Santa Veronica (Caldè) e al convento delle orsoline di Brezzo di Bedero.

Lo studio sui catenacci non è l’unico curato dallo storico di Germignaga per recuperare frammenti del passato della Chiesa di San Giovanni. Con un vero e proprio tour tra la provincia di Varese e quella di Como, Fazio è entrato in oltre cento chiese seguendo i tratti degli artisti che avevano realizzato affreschi in un periodo compatibile con quello in cui ha visto la luce la Madonna di Loreto riscoperta a Germignaga. Un lavoro complicato dal fatto che l’autore dell’affresco per la Chiesa di San Giovanni non ha firmato l’opera, della quale non è stato rinvenuto il documento con l’incarico assegnato dal committente «Non c’è nell’archivio parrocchiale e nemmeno in quello diocesano», precisa Fazio.

Visionando gli affreschi, di chiesa in chiesa, sono arrivate le intuizioni per provare a dare un nome all’autore ignoto. Ma per individuare con certezza l’artista e la bottega di appartenenza occorreranno ulteriori approfondimenti. Aldilà del nome, «ci sono altri dettagli ancora da scoprire», spiega Fazio sempre in riferimento all’affresco che raffigura la Madonna con in braccio il bambino. Sullo sfondo si notano infatti i contorni di alcune barche, ricorrenti nelle rappresentazioni della Madonna di Loreto.

Perché quelle dell’affresco germignaghese non furono completate? L’artista potrebbe aver scelto di non seguire i “canoni” trascurando le linee preparate da un allievo o da un garzone. E a questo proposito, osservando da vicino l’affresco, «si notano chiaramente due tratti distinti» dice Fazio: il tratto esperto dell’artista – apprezzabile ad esempio osservando i volti della Madonna e del Bambino – e quello più elementare che contraddistingue parti meno centrali.

Per uscire dal campo delle ipotesi bisognerà attendere il completamento del restauro, che include la pulizia dell’affresco, alcuni ritocchi di colore e l’installazione di un vetro antisfondamento per proteggere l’opera da possibili atti vandalici e dagli agenti atmosferici. Se ne saprà di più tra qualche mese, ma già adesso non mancano gli spunti per continuare a seguire il progetto di valorizzazione del patrimonio artistico del paese portato avanti con passione dall’associazione Ra Fiùmm.

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