Luino | 9 Agosto 2023

Luino, «Con la mostra “Piccio fra vero e ideale” ho scoperto un’arte meravigliosa»

Negli scorsi giorni alcuni ospiti del Mons. Comi hanno visitato la mostra a Palazzo Verbania, tra loro Gianni Lusa: «La mia testimonianza per ringraziare Carolina De Vittori e l'associazione»

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(a cura di Gianni Lusa) La mattina del 20 luglio ultimo scorso abbiamo avuto il piacere di visitare la mostra allestita nelle sale di Palazzo Verbania, luogo dove si svolgono le maggiori attività culturali della città di Luino.

Con alcuni altri ospiti della RSA Mons. Comi di Luino, siamo stati invitati a visitare la mostra allestita per celebrare la ricorrenza del 150° anniversario della morte dell’artista. Al mattino è sorto il problema dell’ingombro della carrozzina che serve al mio spostamento, perché non essendo io un fuscello, detto mezzo è adatto alla mia corporatura anche se non sono proprio una stazza enorme; quindi il motivo è che essendo più larga delle normali non si riesce a farla passare attraverso le normali porte dell’ascensore. Fortunatamente le due educatrici, Elena e Gabri, sono riuscite a trovare un mezzo di dimensioni più contenute e adatto a me così che abbiamo risolto il problema.

Arrivati alla sede della mostra, trasportati con il mezzo in dotazione, ad attenderci abbiamo graziosamente trovato la presidente dell’associazione “Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio”, organizzatrice della mostra, dopo esserci accomodati nel salone, elegantemente arredato, dove si svolgono solitamente convegni, conferenze e proiezioni di filmati inerenti all’argomento oggetto della conferenza (mi permetto di commentare l’arredamento del salone essendo la prima volta che riesco a vedere all’interno il nostro Palazzo della Cultura, dove al tempo che ero in attività ho avuto l’onore di partecipare e modestamente anche l’onore di presiedere a parecchie conferenze e convegni).

La professoressa De Vittori ha intrattenuto il gruppo di visitatori, innanzitutto, raccontando per sommi capi la vita dell’artista, oltre che con dati sull’origine della famiglia anche svelando aneddoti e narrando il percorso della formazione dell’artista, tutti i vari percorsi formativi che solo una studiosa con la caparbietà dell’amica Carolina può conoscere (mi permetto di classificarla così dopo i tanti anni di conoscenza e modestamente qualche collaborazione di avere avuto il privilegio di partecipare).

Per ogni opera che abbiamo visionato la nostra interlocutrice ci ha raccontato la storia, come era nata l’idea di realizzarla, e a volte anche diversi aneddoti; ad esempio quello che mi ha molto colpito è stato il fatto che il Piccio abbia iniziato l’attività preferendo dipingere raffigurando il soggetto, curando i particolari che pensando ai mezzi fotografici moderni era perfetto come una fotografia.

Sono rimasto colpito dal ritratto del nobile Aurelio Carrara; tale dipinto è di una perfezione in tutti i particolari che si potrebbe confonderlo con una fotografia. Questo nobile signore apparteneva alla famiglia che ha provveduto a favorirlo all’avviamento all’Accademia Carrara ,dove il Piccio iniziò e perfezionò i suoi studi e la tecnica.

La presentazione della professoressa Carolina ha avuto la durata di circa sessanta minuti, ma di questo tempo non un minuto è andato sprecato, tutto quello che veniva presentato era fatto in modo avvincente.

Confesso la mia incompetenza in fatto di pittura, e purtroppo devo confessare che è un’arte che non mi hai mai particolarmente attratto; mi sono sempre limitato al fatto visivo, cioè non ho mai pensato che ciò che ammiravo potesse trasmettere qualcosa. Questo era dovuto al fatto di non aver avuto l’occasione di un approfondimento, fortunatamente anche se ho la veneranda età di ottantanove anni ho avuto la fortuna di assistere ad una lezione in materia, anzi lo dico con convinzione ad una perfetta lezione che a me è servita ad aprirmi la mente, almeno per iniziare a interpretare la visione di un dipinto per merito di una vera conoscitrice.

Purtroppo malgrado i numerosi anni di conoscenza e amicizia che mi onoro di avere con Carolina De Vittori ed il marito Achille Locatelli, socio dell’associazione che porta il nome del grande Piccio, pecco di incompetenza nell’arte del grande artista.

Terminata la visita alle opere esposte ci siamo portati sul grande terrazzo del palazzo, da dove si ha la possibilità di apprezzare un panorama bellissimo su una parte di Luino, con una visione del lago da Cannobio a oltre la punta Lavello o che è oltre Germignaga. Le nostre educatrici hanno scattato parecchie fotografie di tutto il gruppo a ricordo delle bellissime ore trascorse.

Le mie sono piccole considerazioni, di una persona che come ho detto, ha avuto la fortuna di visitare una mostra di pittura illustrata da una persona che oltre ai complimenti, merita un grandissimo grazie.

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