Rancio Valcuvia | 29 Maggio 2023

A Rancio Valcuvia il Vicariato di Canonica-Cittiglio celebra la Pentecoste

Si è svolta venerdì scorso la celebrazione della veglia con la presenza di tutti i sacerdoti, guidata da don Silvio Bernasconi e organizzata per la prima volta dal neonato gruppo liturgico

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(a cura di Cesi Colli) Venerdì 26 maggio nella chiesa parrocchiale di Rancio Valcuvia, alla presenza di tutti i sacerdoti del vicariato di Canonica-Cittiglio e di numerosi fedeli, si è celebrata la veglia di Pentecoste, guidata dal vicario foraneo don Silvio Bernasconi.

Un momento di intensa preghiera sull’esempio dei discepoli, che hanno perseverato unanimi in preghiera con Maria nell’attesa dello Spirito Santo. È stata una gioia poter invocare, grazie alla liturgia, il dono dello Spirito affinché ci confermi nel nostro impegno cristiano e ci renda capaci di dare al tempo un senso nuovo e un nuovo orizzonte.

Nelle Valli Varesine sta sempre più prendendo corpo il novello Vicariato, che si è ampliato fino a comprendere i paesi di Gemonio e Caravate: ne è testimonianza anche questa veglia, la prima realizzata dal “Gruppo Liturgico”, appena formatosi sotto la guida di don Enrico Broggini.

Abbiamo apprezzato la bellezza di questa liturgia, non solo per l’armonia di ciò che colpiva il nostro sguardo, ma anche per ciò che ascoltavamo e riuscivamo ad interiorizzare. I canti e la musica ci parlavano della bellezza del Mistero che celebravamo, permettendoci di entrarvi dentro col cuore per abitarlo. È questo che rende bella, buona, desiderabile e attraente l’azione liturgica.

Un grazie, dunque, al giovane e talentuoso organista Luigi Toma e al coro, diretto dalla maestra Michela Tabacchi, formato dai coristi di tutte le parrocchie. Siamo, infatti, tutti, nessuno escluso, chiamati a condividere la grazia di camminare, celebrare e fare insieme per crescere come Chiesa viva. In un tempo in cui si tende a far prevalere ciò che divide invece di ciò che unisce, si tratta di lasciarsi guidare dallo Spirito Santo per intraprendere il percorso inverso: ascoltarsi, condividere momenti di preghiera, idee ed esperienze, scoprire insieme ciò che lo Spirito può dire alle nostre comunità, trovare una direzione comune nelle complessità del tempo che stiamo vivendo.

Questa cerimonia ha rinnovato l’esperienza di grazia che la comunità ha vissuto nella Veglia pasquale. All’inizio della celebrazione abbiamo così riudito il suono festoso dell’organo, dei campanelli e delle campane, voci straordinarie che riescono a far nascere lo stesso sentimento di gioia nei cuori dei presenti. La luce attinta dal cero pasquale, simbolo di Cristo Risorto, è stata diffusa tra le candele tenute in mano dai fedeli, segno dello Spirito che abbiamo ricevuto nella Confermazione.

L’omelia del nostro vicario ha portato a riflettere su alcuni temi fondamentali. Partendo dalla lettura biblica della “Torre di Babele” ha ricordato che l’uomo di oggi assomiglia molto a coloro che volevano costruire quella torre. Si sente capace, sicuro e pronto a tutto, non ha più interesse per Dio: dovrebbe, invece, capire che senza Cristo non può fare nulla. Riferendosi al testo di Ezechiele, ha ricordato che dobbiamo uscire dalle tombe e gridare al mondo che Lui è il punto di partenza su cui poggiare la nostra vita. Lo Spirito ci aiuti ad essere cristiani coraggiosi, convinti e motivati. Dobbiamo essere fuoco nei nostri ambienti, nella nostra comunità, nella nostra famiglia. Da ultimo ha rammentato che Cristo, entrando nel Cenacolo, ha salutato dicendo “Pace a voi”. La pace è Lui ed è in ciascuno di noi, nella nostra vita, nella nostra storia. La speranza è che lo Spirito Santo entri in ognuno di noi, si faccia presente e ci dia una “smossa”.

La veglia si è conclusa con un omaggio floreale alla statua di Maria: per sua intercessione il Signore effonda ancora oggi su di noi lo Spirito Santo per renderci testimoni autentici di Cristo ogni giorno e portare speranza e novità nel mondo.

Al termine della celebrazione, don Enrico ha ringraziato il Gruppo Liturgico che ha preparato la veglia, don Silvio per le belle parole, il Gruppo del Rinnovamento nello Spirito che ha animato le letture dei doni dello Spirito. Il più bel ringraziamento è andato ad Agnese, che ha rappresentato i quattro ragazzi cresimati del Vicariato. La sua unica presenza è un monito per tutti noi: che lo Spirito Santo ci guidi a prestare attenzione e cura alle giovani generazioni, mettendoci accanto a loro, cercando di orientare le loro energie, perché possano scoprire il vero senso della vita.

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