Varese | 28 Aprile 2023

In diversi supermercati del Varesotto sequestrate 15.000 bottiglie di birra alla “cannabis”

 A compiere l'operazione sono stati i militari dell'Arma, supportati dal dal Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Torino. Si contesta la violazione delle norme sull’etichettatura

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I Carabinieri Forestali della Stazione Carabinieri Forestale di Tradate, unitamente ad altri militari dipendenti dal Gruppo Carabinieri Forestale di Varese, supportati dal Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Torino, hanno eseguito un’attività di controllo in materia di alimenti presso vari supermercati della provincia di Varese.

In tale contesto è stata individuata una partita di birra venduta in bottiglie di vetro da 33 cl, prodotta in Repubblica Ceca per conto di una ditta Svizzera, con etichettatura non conforme a quanto stabilito dalle norme vigenti in materia di etichettatura.

Le bottiglie in oggetto raffiguravano nel fronte dell’etichetta l’immagine di una grande foglia verde, simile alla foglia di “Cannabis sativa”, con la sottostante scritta “cannabis” riportata con caratteri di rilevanti dimensioni rispetto alle altre scritte presenti in etichetta.

Potendo tale raffigurazione indurre in errore il consumatore finale, circa la reale composizione della birra, portandolo a pensare che sia presente qualche ingrediente ricavato dalla “cannabis sativa”, nonostante nell’elenco degli ingredienti posto sul retro dell’etichetta non fosse indicato nessun ingrediente ricavabile dalla pianta, i militari dell’Arma hanno contestato la violazione del Regolamento Europeo n. 1169/2011 in materia di “Pratiche leali d’informazione”. Inoltre, contrariamente alla normativa vigente, in etichetta era altresì assente l’indicazione obbligatoria dell’azienda importatrice.

I Carabinieri Forestali hanno così provveduto a rintracciare tutti i lotti di bottiglie presenti sul mercato nell’intero territorio nazionale, ponendo sotto sequestro amministrativo circa 15.000 bottiglie e notiziando le autorità competenti.
Ai sensi del D.lgs. 231/2017, l’illecito in questione è punibile con una sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 24mila euro.

Questa attività si inserisce nell’ambito dei controlli svolti dai Carabinieri Forestali a tutela dei consumatori mediante controlli sul ciclo di produzione degli alimenti in ogni fase del procedimento di trasformazione.

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