Le belle giornate che si sono susseguite per tutto l’inverno, con ben poche eccezioni caratterizzate da pioggia o neve alle quote più alte, parlano chiaro: la situazione di crisi idrica in tutto il Nord Italia è già grave, a poche settimane dall’inizio del 2023.
E anche l’alto Varesotto non fa eccezione: basterebbe guardare il livello del lago Maggiore per accorgersi che la siccità è a livelli preoccupanti, ma a lanciare l’allarme è anche la società LeReti che gestisce la distribuzione del servizio idrico in alcuni Comuni (Arcisate, Brezzo di Bedero, Caravate, Cittiglio, Cunardo, Germignaga, Induno Olona, Luino, Marzio, Maccagno con Pino e Veddasca e Sangiano).
Attraverso una nota inviata alle amministrazioni comunali, infatti, l’azienda ha spiegato come, nel mese di gennaio, sia stato registrato un deficit di -51,2 millimetri che va ad aggravare ulteriormente quello già accumulato nel corso del 2022 (-762 millimetri) portandolo in totale a -813,2 millimetri.
Già adesso si stanno verificando delle riduzioni importanti della disponibilità idrica alle fonti di approvvigionamento, in particolare quelle superficiali, ma con un interessamento che sta iniziando a coinvolgere anche le falde profonde dei Comuni gestiti da Lereti.
Le previsioni per i prossimi giorni, nonostante un peggioramento delle condizioni meteo, non promettono comunque un aiuto consistente: servirebbero almeno cinquanta giorni di pioggia per poter salvare l’estate, come ha dichiarato al Corriere della Sera il climatologo e ricercatore del Cnr Massimiliano Pasqui.
Per questo LeReti spiega che potrebbero svilupparsi criticità o disservizi nella fornitura idrica nel breve e nel medio termine, in particolare presso gli abitati situati a quote più elevate oppure in quelli sottesi a sorgenti alle fonti più superficiali o maggiormente utilizzate.
Per questo motivo il personale della società sta già provvedendo a mettere in atto tutte le azioni necessarie, ad esempio, a monitorare i livelli delle falde e la disponibilità idrica dei pozzi e delle sorgenti, ad attivare la struttura incaricata della gestione di cisterne trasportabili, di autobotti o sacchetti di acqua potabile da utilizzare in caso di disservizio e a individuare nuove fonti di approvvigionamento o provvedere all’ottimizzazione e al potenziamento di quelle già in uso.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0