Germignaga | 29 Gennaio 2023

“Germignaga, ricordi dal passato”: il “papà dei francobolli” che salvava i prigionieri dei nazisti

La storia di Giovanni Vicini, consulente filatelico del governo di San Marino sul finire della guerra. Trattò con gli ufficiali tedeschi per il rilascio di chi era destinato alla fucilazione

Tempo medio di lettura: 4 minuti

(A cura di Renzo Fazio. Dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) A prima vista il collage fotografico che vi propongo oggi (vedi immagine di copertina, ndr) potrà sembrare irriverente, ma in realtà non lo è. Sono tutte immagini strettamente collegate al ricordo e alla celebrazione odierni e che vi invito a leggere fino in fondo.

Ricorre oggi la giornata della memoria, istituita dall’ONU nell’anno 2005 ogni 27 di gennaio, giorno in cui avvenne nel 1945 la liberazione dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz, il lager più tristemente famoso dei molti istituiti durante il nazismo. In questa occasione, oltre che commemorare milioni di uomini e donne morti fra atroci sofferenze è doveroso ricordare anche chi si è adoperato per cercare di salvare qualche vita umana, pur rischiando di finire a sua volta vittima.

Recentemente sono venuto a conoscenza del fatto che un nostro concittadino, ormai deceduto da quasi trent’anni, probabilmente è da annoverare fra questi: il Grande Ufficiale Giovanni Vicini, classe 1901, deceduto a novantatré primavere nell’aprile del 1994.
L’altisonante titolo di questa persona non era però di tipo militare ma si trattava della Gran Croce conferitagli dalla Repubblica di San Marino di cui era anche Console Onorario, onorificenze a lui attribuite per la sua pluriennale attività svolta nella Repubblica del Monte Titano a partire dall’estate del 1943 quando ricevette un telegramma dagli allora Capitani Reggenti, il Conte Bartolomeo Manzoni e dall’Avvocato Marino Michelotti, con l’invito a presentarsi da loro.

Giovanni Vicini, a quell’epoca geometra e imprenditore edile di successo, era un grande appassionato ed esperto di filatelia, gli venne per questo proposto di assumere l’incarico di responsabile delle emissioni filateliche, cosa che non rifiutò. Di questa sua attività parlerò più avanti, prima una premessa per inquadrare il periodo storico in cui avvenne il fatto e gli eventi che poi ne conseguirono, di cui poi troverete menzione.

Nel semestre in cui i due Capitani Reggenti governarono la Repubblica Sammarinese, dall’aprile all’ottobre del 1943 avvennero due importanti fatti: il 28 luglio con una grande manifestazione venne sciolto il Partito Nazionale Fascista di San Marino che, nonostante la neutralità del suo territorio, dal 1922 si era costituito cercando fin dall’inizio di influire sulle decisioni politiche di questa antica Repubblica, con l’aiuto delle ingerenze del Partito Nazionale Fascista Italiano.

Il secondo importante fatto avvenne l’8 settembre del 1943 con la proclamazione dell’armistizio e il conseguente “sbandamento” di molti soldati italiani. Parecchi di loro, ma anche civili di origine ebrea, cercarono rifugio entro le mura sammarinesi, cosa iniziata fin dalle prime avvisaglie della guerra, ma certamente aumentata dopo questa data.

Il fatto di cui ora vi parlo è contenuto in un passaggio del libro di Bruno Ghigi: “La Repubblica di San Marino – storia e cultura: il passaggio della guerra, 1943-1944: documenti e testimonianze”, consultabile online su Google Libri, purtroppo solamente in anteprima limitata. Riportando la cronaca di un interrogatorio, ad una domanda si legge: “Dopo le minacce di fucilazione, alla sera sono stati rilasciati. Sa Lei se sia intervenuto qualcuno per il loro rilascio?” La risposta fu: “Giovanni Vicini, consulente filatelico del Governo di San Marino si adoprò di sicuro, andò a trattare con i comandanti tedeschi per il loro rilascio, come del resto fece anche il Dott. Ezio Balducci, il quale sfruttava le conoscenze che aveva negli ambienti fascisti italiani.”

Sto cercando di recuperare una copia di questo libro per approfondire la vicenda, ma dal passaggio consultabile online, almeno nell’episodio riportato, Giovanni Vicini contribuì a salvare la vita a più di una persona. Di certo si prodigò per giorni e notti ad aiutare i feriti e a seppellire i morti che ci furono a San Marino dopo il bombardamento effettuato dalla Desert Air Force britannica il 26 giugno 1944, e nei fatti dei mesi successivi.

Avrà anche il grandissimo dolore di dover seppellire il giovane figlio Gian Luigi di soli 16 anni di età. Lo confermò lui stesso in un’intervista che gli fecero in occasione del conferimento di una “lettera d’oro e d’argento” donata dal Consiglio di Stato di San Marino per celebrare il suo ventennale di collaborazione.

In quell’intervista effettuata nell’anno 1963 e intitolata “Il papà dei francobolli di San Marino” sono però elencati i grandi meriti da lui avuti nel portare la filatelia Sammarinese all’apice del successo, grazie alle sue geniali intuizioni. Creò l’Ufficio Filatelico di San Marino pochi giorni dopo lo scioglimento del locale Partito Fascista con una grana subito da affrontare: un’importante serie di francobolli già pronti per la distribuzione, appositamente realizzati per celebrare il ventennale del Fascio Sammarinese (a quel punto fuori contesto storico) e che si volevano distruggere. Lui invece optò per far raddoppiare la tiratura sapendo che sarebbero stati molto appetibili dai collezionisti, e così fu.

Da lì in poi sempre successi: la realizzazione di serie di francobolli tematici come quelle delle “Farfalle” o della “Preolimpica di Tokio” che raggiunsero tirature di 400.000 pezzi, le emissioni degli “Animali preistorici” con oltre 575.000 serie stampate o “Cattedrali d’Europa” che superò il milione di pezzi. Ogni emissione era realizzata con grande cura artistica e con tematiche e soggetti di vario genere.

Il suo impegno nella filatelia proseguì ancora per altri anni e una delle sue più felici iniziative in campo filatelico si concretizzò alla fine del 1970 con il lancio della serie “Omaggio a Walt Dysney” composta da 10 francobolli, forse la prima al mondo dedicata ai personaggi creati dal disegnatore americano scomparso da soli due anni e a cui dedicò il francobollo con il valore facciale più alto. Sei di questi coloratissimi e simpatici francobolli vennero poi distribuiti in omaggio nella rivista “Topolino” a partire dal numero 804 in edicola dal mese di aprile del 1971 contribuendo a far appassionare alla filatelia, più di una generazione di ragazzi.

Giovanni Vicini riposa nella tomba di famiglia sotto i porticati vecchi del cimitero di Germignaga, insieme alla moglie e al figlio.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com