Dopo aver ricevuto lo scorso settembre il prestigioso riconoscimento “Francesco Petrarca” 2022 indetto dal Comune di Figline Valdarno, l’autore tradotto in 14 lingue, Cristiano Parafioriti, galatese di origine e residente a Lavena Ponte Tresa, continua a conquistare premi.
Questa volta è il turno del suo romanzo storico “Invictus”, pubblicazione che gli sta valendo numerosi riconoscimenti, da Nord a Sud, tra cui il Premio “La Città sul Ponte 2022” di Firenze, ricevuto durante la premiazione di sabato 3 dicembre.
Il libro, primo classificato nella “Sezione Romanzo Self-Publishing”, è una rielaborazione di una storia vera vissuta da un giovane contadino siciliano chiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale, a cui il destino serbò come destinazione la steppa russa. Un’esperienza estrema che, grazie alle sue doti stilistico-letterarie, Parafioriti è riuscito a trasformare in una vivida testimonianza della perenne lotta degli uomini per preservare la propria umanità dinnanzi agli orrori della guerra.
Ad intervenire in merito ai numerosi riconoscimenti di Parafioriti e alla sua recente pubblicazione, “Invictus”, anche il sindaco galatese, Vincenzo Amadore. «Conosco da sempre il tuo amore per il paese, ma ora, grazie ai tuoi libri, molti altri ne sono ammaliati. Galati vive nelle tue parole e le sue storie affascinano e commuovono, e “Invictus” ne è la prova».
«La tua penna è una Galati che vince e che si fa strada anche nella storia letteraria – prosegue Amadore -. Dico storia, perché è storico vincere sette, dico sette premi letterari in meno di sette mesi. Quello che hai costruito è qualcosa che rimarrà negli anni di questa comunità. E io oggi mi fregio e mi onoro di essere Sindaco e testimone di quanto è accaduto: un galatese che onora il suo paese in modo straordinario, ma che è soprattutto amico. E oggi amico mio, più di ogni cosa, ti dico “Grazie”. A nome mio e di tutti i galatesi, a Galati, in Italia e nel mondo».
Già a settembre di quest’anno allo scrittore era stato riconosciuto un altro importante premio, il “Francesco Petrarca” 2022, indetto dal Comune di Figline e Incisa Valdarno ed intitolato a Francesco Petrarca, che, discendendo da famiglia incisiana, trascorse nella casa paterna la sua infanzia, per poi trasferirsi all’età di sette anni con la famiglia vicino ad Avignone.
Parafioriti è stato vincitore della quinta edizione del Premio Letterario – trionfando su altre sessantadue opere in gara – grazie al suo libro “Ora qui è luce”, un monologo inedito dedicato alle vicende umane di Rita Atria, che già era stato premiato come migliore opera al concorso internazionale “Thrinakìa” di Catania a maggio.
L’annuncio del riconoscimento era stato effettuato dal professore Alberto Nocentini, docente di Glottologia e Linguistica Generale all’Università di Firenze e membro dell’Accademia della Crusca, che in quell’occasione aveva affermato: «Ci siamo trovati subito d’accordo su chi fosse il migliore, il numero uno insomma».
Un’ascesa inarrestabile, perciò, quella di Cristiano Parafioriti e della corrente letteraria del “minimalismo siciliano”, che lo scrittore sa racchiudere, con sapiente eleganza, in ogni sua opera.
© Riproduzione riservata
