(a cura di Cristina Dedè, della cooperativa Costa Sorriso) Sono ormai trascorsi 10 anni dal giorno in cui alcune famiglie ed educatori hanno dato concretezza a questa ultima frase, “Incomincia adesso”, e hanno deciso intorno ad un tavolo di autofinanziarsi , di mettersi in gioco e di iniziare un’avventura impegnativa, ma entusiasmante e preziosa per il nostro territorio.
Nel marzo 2012 viene posata la prima pietra, o meglio lavanda, dalla quale sarebbe partita la crescita dell’associazione, ma soprattutto la nascita di una futura cooperativa che permettesse realmente l’inclusione sociale e un’esperienza lavorativa per giovani disabili. E così è stato: nel 2015 finalmente si è potuta costituire la Cooperativa Costa Sorriso, di cui l’associazione omonima è la colonna vertebrale: senza quest’ultima la Cooperativa non potrebbe sopravvivere!
Durante questi anni sono successe tantissime cose: abbiamo fatto esperienze bellissime che ci hanno spesso permesso di condividere i nostri progetti con altre realtà del territorio e conoscere tante persone altrettanto motivate che ci hanno supportato in vari modi.
“Non solo lavanda”: malgrado la nostra prima attività sia gravitata intorno alla coltivazione di lavanda, abbiamo in questi anni avviato vari progetti con l’intento non solo di coinvolgere i nostri ragazzi ma anche altri gruppi e istituzioni, con lo scopo di rendere il più visibile possibile quello che una persona con disabilità e fragilità può e deve rappresentare all’interno di una comunità, una persona prima di tutto ma non solo: una persona capace, con un proprio ruolo e senso di appartenenza al territorio in cui vive, in cui sviluppa amicizie, in cui cresce e diventa adulto.
Ci piace quindi ripensare a quanto fatto finora: il primo progetto Il Giardino degli Aromi, finanziato da Fondazione Comunitaria del Varesotto, che ci vedeva coinvolti con la scuola materna e il Comune di Luino in un progetto didattico naturalistico; il Progetto Vivaio, con Fondazione Asilo Mariuccia, bellissimo progetto in cui gli ospiti della Fondazione affiancavano i nostri ragazzi nell’invaso di piantine. E poi Baristi al Circolo Acli (progetto ancora attivo e che ha dato il “la” ai progetti futuri di ristorazione) ; progetti di utilità sociale come Maschere a Teatro, presso il teatro sociale di Luino, e l’attività di Pulizia spiagge a Maccagno; progetti artistici e sportivi tra cui Danzartemente in collaborazione con Blindly Dancing asd e Arte in movimento con Blindly Dancing e l’arteterapeuta Barbara Santagostini e infine attività di vela con AVAV. Accanto a questi ci sono poi i progetti socializzanti come Mai più Soli e il Gruppo autonomia che è diventato un vero e proprio momento tra amici e non più tra utenti grazie all’educatore Samuele Zarantonello. E poi tanto altro ancora…
Queste attività hanno inizialmente permesso di coinvolgere e impegnare i ragazzi e conoscerne le competenze e predisposizioni per poi far intraprendere loro un percorso di avvicinamento al lavoro e di autonomia personale. Ciò ci ha spinti a gestire come Cooperativa una attività di ristorazione (il Grotto del Sorriso) e di aprire da pochi mesi un negozio alimentari (l’Angolo del Sorriso) per garantire una attività lavorativa più costante e spalmata sulla settimana.
Durante questo decennio abbiamo seguito una ventina di ragazzi e ci hanno aiutato una trentina di volontari che si sono alternati. Ad oggi seguiamo 6 ragazzi; i volontari attivi sono attualmente una quindicina.
Ci si domanda quindi a distanza di questi anni: ma “il gioco è valso la candela”? Quanto fatto sinora ha infatti richiesto sacrifici, risorse, tempo e impegno. E ne serviranno ancora, perché tutto sta diventando più difficile, più oneroso e più faticoso.
A Costa Sorriso serve l’aiuto di tutti e tutti gli aiuti: volontariato costante, oblazioni, manovalanza, aiuti nella progettazione e rendicontazione, prenotazioni al ristorante, acquisti al negozietto, sostegno delle istituzioni con contributi ma soprattutto con nuovi inserimenti, partecipazione delle famiglie e fiducia nel progetto.
Malgrado ciò, il mio pensiero personale è che questi anni sono stati tra i migliori della mia vita, anni in cui si spera di avere seminato qualcosa che possa fortificarsi e migliorare per dare ancora più integrazione a giovani in condizioni di svantaggio; quindi per me la risposta è: “Sì, è valsa la pena far tutto ciò che si è fatto sinora”. Vale sempre la pena darsi agli altri e progettare insieme il futuro che sogniamo!
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0