Il teatro alle Bustecche è diventato un’abitudine speciale: inizia una nuova stagione teatrale a Spazio YAK.
Gli appuntamenti teatrali alle Bustecche sono un punto fisso nei palinsesti culturali della città di Varese, qualcosa che si può dare per scontato. E con questa nuova stagione Spazio YAK entra nel suo secondo quinquennio di attività.
Karakorum Teatro, al decimo anno di lavoro, ha da poco firmato la convenzione con il Comune di Varese, rinnovando la sua gestione dello spazio fino al 2027: «È proprio questa rinnovata fiducia e collaborazione con la città che ci ha dato la forza di fare un passo in avanti, ancora».
Da gennaio, gli appuntamenti teatrali raddoppiano: ogni spettacolo andrà in scena per due serate, venerdì e sabato, per raggiungere sempre più pubblico e allargare la community di appassionati e curiosi che, ogni due settimane, affollano la platea di quello che, a tutti gli effetti, è l’unico teatro d’arte della città.
«Quella che sta per cominciare è forse la stagione più appassionante che abbiamo mai proposto, – racconta il direttore artistico Stefano Beghi – nata per rispondere al condiviso bisogno di potersi orientare in un mondo contemporaneo sempre più difficile da leggere. L’emergenza ambientale, la crisi energetica, e poi la guerra in Ucraina, la cronaca, continuano a metterci di fronte a domande di senso sul bene e sul male, sulla verità, sull’etica della comunicazione. È per tentare di riflettere insieme su tutto questo che abbiamo scelto di incentrare la programmazione di quest’anno su fatti di cronaca e attualità: dall’America degli anni ‘90, raccontata da Leviatano il 17 dicembre, fino alla più tragica vicenda di casa nostra, quella delle bestie di satana, raccontata in Poco più di un fatto personale il 30 marzo e l’1 aprile. Un viaggio attraverso piccoli e grandi fatti, pubblici e privati, su una scala che va dal locale all’universale, per cercare di guardare in faccia le ferite di un mondo che trascina con sé le nostre sicurezze verso qualcosa di nuovo».
Dopo l’anteprima di dicembre con gli amici di Carmentalia da Roma, i Kepler 452 da Bologna racconteranno la loro indagine sui nuovi mostri (a partire dalla discussa questione dei morti nel Mediterraneo). Poi i siciliani Maniaci D’amore e la loro Fenomenologia di una pettegola, e 4704 da Udine con il loro futuristico 17 selfie dalla fine del mondo per raccontare il fenomeno del cambiamento climatico. Da Macerata, Utovie Teatrali porteranno il loro affascinante Animali domestici sui terribili fatti di violenza del 3 febbraio 2018 che hanno visto protagonista proprio la loro città.
E poi, un grande ritorno, quello degli Eco Di Fondo che insieme a Caterpillar porteranno Sono solo nella stanza accanto, un tuffo nel mondo adolescenziale e nel conflitto sempre più attuale tra virtualità e materialità, verità e finzione.
Saranno invece gli attori di Karakorum Teatro/La confraternita del chianti a chiudere questa stagione con la loro nuova produzione Poco più di un fatto personale, presentata la scorsa estate a Tra Sacro E Sacro Monte, e ora pronta a partire per una lunga tournée che comincerà dal Teatro Della Cooperativa di Milano (diretto da Renato Sarti) il prossimo mese di maggio.
«Sarà migliore o peggiore il futuro che ci aspetta? È impossibile dare una risposta, ma sicuramente è fondamentale farci la domanda. In fondo, è questo il ruolo del teatro: porre domande, costruire immaginari, provare a non restare indifferenti, aiutarci a non stare da soli», conclude Beghi.
«Con la presentazione della nuova stagione teatrale, Karakorum Teatro con Spazio Yak si riconferma motore di promozione culturale e sociale nel quartiere in cui opera e nella città di Varese, per le dimostrate capacità di fare rete e per l’attenzione ai bisogni del territorio – commenta Enzo Laforgia, Assessore alla Cultura – Un progetto, il loro, che sosteniamo con convinzione, perché vogliamo che le realtà culturali della città siano protagonisti attivi, capaci di innescare processi generativi di cambiamento e impatti positivi e propositivi sul territorio. Come dimostra la rinnovata piazza De Salvo, il lavoro di rete può portare risultati concreti e tangibili per la vita dei cittadini, trasformare lo spazio, creare legami e rafforzare il senso di comunità».
Per la parte che riguarda Teatro Periferico, «la stagione è iniziata molto bene – chiosa il direttore artistico Dario Villa – Il primo dei nostri Incontri con l’artista, quello con Danio Manfredini, e gli spettacoli già andati in scena Giobbe, con Roberto Anglisani, e C’era una volta… il manicomio, di Chille de la Balanza, hanno registrato la viva soddisfazione del pubblico. O dovremmo dire “dei pubblici”, al plurale, perché i lavori hanno interessato il Teatro Comunale di Cassano Valcuvia, ma anche l’Auditorium di Maccagno».
Una delle novità di quest’anno, infatti, riguarda la diffusione della stagione su un territorio più vasto: da Maccagno, appunto, fino a Gavirate, passando per Luino, Germignaga, Masciago Primo e Castello Cabiaglio. Per facilitare i collegamenti è nato anche il Teatribus, l’omnibus del teatro: un servizio navetta divertente, utile ed ecologicamente sostenibile.
«Un’altra novità è la misteriosa figura di #unviaggiatore. Abbiamo chiesto a uno speciale spettatore di attraversare le nostre Latitudini e di farci un resoconto dettagliato dei suoi viaggi corsari in giro per i teatri della zona, in forma di recensione, racconto, diario di bordo… Potete trovare i suoi primi tre racconti sulla nostra pagina Facebook www.facebook.com/TeatroPeriferico», conclude Villa.
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