Varese | 1 Dicembre 2022

Giornata Mondiale per la lotta contro l’AIDS, nel 2022 diagnosticate 22 infezioni da HIV nel Varesotto

Il bilancio di ASST Sette Laghi e ATS Insubria sulla diffusione del virus: calano le nuove diagnosi, ma crescono quelle tardive. Tanta la disattenzione nei giovani verso abitudini protettive

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Sono ormai passati oltre 40 anni dalla scoperta dei primi casi di AIDS, agli albori degli anni ‘80.

La Giornata Mondiale per la lotta contro l’AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome), negli anni, ha contribuito ad informare e sensibilizzare la popolazione sul tema ma soprattutto a invitare le persone che abbiano avuto comportamenti potenzialmente a rischio a effettuare il test per la ricerca degli anticorpi anti-HIV (Human Immunodeficiency Virus), il virus che è causa dell’AIDS e che è ancora diffuso e presente. I rapporti sessuali non potetti sono la prima causa di trasmissione.

L’HIV si può diagnosticare tempestivamente con il test e, sebbene non esista una cura che consenta la guarigione dall’infezione, ci sono terapie efficaci in grado di tenerla sotto controllo. Infatti, le persone con HIV che aderiscono scrupolosamente alla terapia possono vivere una vita normale.

Dal Rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità emerge che negli ultimi 10 anni il numero delle nuove diagnosi di positività al virus è in costante diminuzione, con dati ancora più incoraggianti a partire dal 2018.

Nel 2021, in Italia sono state 1.770 le nuove diagnosi di infezione da HIV con un’incidenza di 3,0 nuove diagnosi ogni 100mila residenti, collocando la nostra Nazione al settimo posto tra i paesi dell’Europa occidentale con le incidenze più basse, mentre nella Provincia di Varese il dato di incidenza per il 2021 si attesta allo 0,7.

Tuttavia, occorre tenere la guardia alta in quanto i dati relativi all’anno 2021 evidenziano anche un preoccupante aumento delle diagnosi tardive, circa 8 su 10, avvenute quando ormai si è ad uno stadio avanzato dell’infezione HIV, o addirittura, quando sono ormai comparsi i primi sintomi dell’AIDS.

A scoprire di essere positivi all’infezione, a causa perlopiù di di rapporti sessuali non potetti, sono persone sempre più giovani, in particolare maschi (nella fascia di età 30-39 anni) che fanno sesso con maschi (MSM), il 39,5%, e maschi e femmine eterosessuali (44%).

Nel contesto nazionale per circa il 35% delle nuove diagnosi di sieropositività all’HIV il successo delle terapie è fortemente compromesso dal ritardo con cui le persone decidono di sottoporsi al test: in generale, infatti, il timore di essere stigmatizzati e la mancanza di conoscenza dei servizi di prevenzione dedicati alle infezioni sessualmente trasmesse, cui poter fare riferimento, sul territorio, ritardano la diagnosi impedendo così l’interruzione del contagio e un intervento terapeutico efficace.

Il dottor Claudio Tosetto, Dirigente Medico del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze di ASST Sette Laghi e Responsabile del Servizio di Prevenzione e Cura delle Dipendenze (SerD) riferisce che: «Il rischio oggi si colloca nella stragrande maggioranza prevalentemente nell’ambito dei rapporti eterosessuali, soprattutto se occasionali e, al riguardo, si sottolinea, come emerso dalla ricerca Selfie fatta dal SerD nelle scuole secondarie di secondo grado, la notevole disattenzione degli adolescenti e dei giovani verso abitudini protettive rispetto alle infezioni sessualmente trasmesse e l’infezione da HIV».

Il professor Paolo Grossi, Direttore della Struttura di Malattie Infettive e Tropicali dell’ASST Sette Laghi, professore ordinario di malattie infettive dell’Università dell’Insubria e membro del Consiglio Superiore di Sanità, sottolinea che «i dati in diminuzione relativi alle nuove diagnosi e l’efficacia delle terapie non devono però tradursi in un abbassamento della soglia di attenzione sull’HIV, ancora molto diffuso anche in Italia. Ricordo l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce attraverso l’esecuzione del test HIV. È costante il ricovero di pazienti con fasi avanzate della malattia che, pur avendo comportamenti sessuali a rischio, non si sottopongono al test. Presso l’ASST Sette Laghi esiste un ambulatorio dedicato dove chiunque, previo appuntamento telefonico, può fare il test in modo anonimo e gratuito».

«La Giornata mondiale contro l’AIDS richiama tutti noi a mantenere alta l’attenzione sull’infezione da HIV e, più in generale, sulle infezioni sessualmente trasmesse, quali ad esempio sifilide, gonorrea e MonPox-vaiolo delle scimmie, che tanto incidono nella popolazione sessualmente attiva, con notevoli ripercussioni sulla salute fisica delle persone e sulla loro dimensione relazionale ed affettiva» spiegano dal Dipartimento di Prevenzione di ATS Insubria.

L’informazione e l’adozione di comportamenti adeguati e consapevoli nelle relazioni sessuali, in tutte le occasioni e in tutte le fasce d’età della vita, sono indispensabili per una prevenzione efficace per proteggere se stessi e i propri partner. È importante, quindi, diffondere informazioni corrette sul virus dell’HIV, sulle modalità di trasmissione e sui riferimenti territoriali dei Centri IST delle ASST, cui rivolgersi, anche in anonimato, per accedere ad un counselling specialistico e per effettuare il test al fine di riconoscere precocemente la sieropositività HIV e avviare tempestivamente, in tal caso, il percorso terapeutico.

Nel territorio afferente ad ATS Insubria le segnalazioni di nuovi casi di infezione da HIV, negli ultimi anni, risultano in linea con l’andamento nazionale. Nell’anno in corso, fino ad oggi, sono stati segnalati 46 nuovi casi di infezione da HIV, pari ad un’incidenza di 3,16 nuovi casi per 100.000 residenti.

Le diagnosi hanno interessato 24 soggetti sul territorio lariano e 22 soggetti su quello varesotto. Si tratta prevalentemente di soggetti di sesso maschile – 36 maschi e 10 femmine – di età compresa perlopiù tra i 30 e i 45 anni e in oltre il 95% dei casi la modalità di trasmissione è riconducibile a rapporti sessuali non protetti. Le segnalazioni dei nuovi casi di AIDS nel 2022 sono, ad oggi, 19 con un trend di incidenza stabile negli ultimi 5 anni.

«La battaglia contro il virus dell’HIV continua ad essere una priorità su cui investire tanto nell’informazione quanto nella prevenzione a partire dai più giovani superando le diseguaglianze», concludono da ATS Insubria.

Sul sito di ATS Insubria sono presenti i riferimenti dei Centri IST delle ASST Lariana, Sette Laghi e Valle Olona.

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