(A cura di Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Quella di sinistra (vedi foto di copertina, ndr) è una delle cartoline di Germignaga a mio parere più inquietanti: il fiume Tresa che sembra scorrere impetuoso in una giornata non certamente solare, la parte terminale del Boschetto a quei tempi ancora utilizzata per dragare la sabbia dalla foce, ma soprattutto come discarica per i rifiuti che fortunatamente in quel periodo non erano interessati da plastiche o altri prodotti altamente inquinanti, con alcune tende accampate del primordiale campeggio germignaghese che a prima vista sembra più essere una tendopoli come quelle che vengono allestite in occasioni di calamità dalla Protezione Civile…
Fortunatamente esattamente sessant’anni fa, nel 1962, si mise mano a questo scempio e lo scenario cambiò in modo radicale.
Fu l’amministrazione del sindaco di allora, Alberto Riva, a stanziare 5 milioni di lire per far realizzare il nuovo argine che, una volta riempito con il materiale prelevato dalla foce del fiume (ai tempi era possibile farlo) avrebbe poi permesso ai germignaghesi di usufruire di nuovi 4.000 metri quadrati di parco, ulteriormente arricchiti dalla piantumazione di una serie di pini marittimi. Alberi di cui ancora oggi godiamo la frescura nelle afose giornate estive.
Sicuramente fu uno degli interventi urbanistici più significativi per il nostro paese, meritevole di essere ricordato.
© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0